I dolci che porto ai colleghi in ufficio sono sempre apprezzati. Qualcuno di più, qualcuno di meno, ma si mangiano sempre con piacere.
I dolci che porto ai colleghi in ufficio sono sempre apprezzati. Qualcuno di più, qualcuno di meno, ma si mangiano sempre con piacere.
Gli ateniesei quasi sempre quando parlano di bougatsa intendono quella dolce, quindi non è necessario specificare quale tipo di bougatsa.
Stando ai miei calendari greci, ne ho due, di quelli che si sfogliano giorno per giorno (uno con ricette e un altro con poesiole popolari) oggi è la Domenica del carnevale.
Se nell'antichità erano ben sette le città a contendersi l'onore di aver dato i natali a Omero in epoche più recenti , più prosaicamente ma molto lussuriosamente ci sono altrettanti popoli a contendersi la nascita di uno dei dolci più famosi al mondo.
Anche le pere come molti altri frutti sono oggetto di tanti proverbi e modi di dire. “Ti faccio vedere quante pere ci stanno nel sacco”, si dice per intimidire o minacciare qualcuno.
L’agnello è molto consumato in Grecia, paese con tradizione millenaria di pastorizia ovina. Costolette fritte, cosciotto arrostito, spalla frikasè, agnello allo spiedo, testine arrostite, sono tutte preparazioni tradizionali che valorizzano al massimo questa carne che i greci amano molto e sanno cucinare divinamente.
Mia mamma era solita dire che basta dare a una brava massaia un po' di farina e un po' di olio e la famiglia non patirà mai la fame. Altri tempi!!! Per la verità è tanto che non glielo sento più dire; si è arresa al benessere, anche se la pasta fillo continua imperterrita a farla in casa.
Un tè che amo particolarmente è il tè bancha. Lo preparo tutti i giorni, sopratutto d'inverno e spesso lo arricchisco con dello zenzero, kuzu e umeboshi. Qualche giorno fa ho visto che le umeboshi erano finite.
Nel blog propongo esclusivamente cucina greca ma in realtà cucino indifferentemente sia greco che italiano. Sono a mio agio con entrambe le cucine che essendo di matrice mediterranea hanno molti elementi in comune.
Anche se noi greci usiamo la pasta fillo prevalentemene per le varie pites, le sue potenzialità sono enormi.
La versatilità della pasta fillo non consiste solamente al suo sapore neutro che può essere abbinato sia al dolce che al salato. Consiste anche alla sua plasticità che permette di plasmarla e darle la forma che desideriamo. A condizione che si unga sufficientemente con burro oppure con olio.
Dire che non amo particolarmente i dolci sarebbe un'inesattezza al limite della falsità. Li amo come qualsiasi persona ma per mia fortuna non riesco a mangiarne in quantità. Poco e perfino pochissimo è sufficiente perchè soddisfi il mio desiderio di sapore dolce.
Nella mia casa di origine e più in generale nella cucina greca tradizionale salvo poche eccezioni, quando si parla di “pita” si intendono esclusivamente quelle preparate con la farcitura racchiusa tra i vari strati di pasta fillo che resta invisibile prima di tagliarla.
Uno o per meglio dire una che sta sul fuoco a cucinare e gli altri che mangiano era un’immagine non così rara nelle case greche. Sicuramente non lo era nella mia, quando il menù prevedeva preparazioni che vanno fatte sul momento e si mangiano caldissime. Valeva per i souvlaki, valeva per i samsà che presento oggi.
I greci sono tra i più grandi consumatori di formaggio al
mondo e c’è poco da stupirsi. L’arte casearia conta millenni in
Grecia. Nel corso di questi millenni i formaggi elaborati in ogni paese,
in ogni isola, perfino in ogni famiglia
che disponeva di pecore e capre, sono
innumerevoli.Ogni località ha i suoi formaggi tipici, molto spesso sconosciuti alla stragrande maggioranza nel resto del paese ma molto amati e utilizzati dai locali.