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20/11/22
24/09/21
ahladopitakia / flauti con le pere
Anche le pere come molti altri frutti sono oggetto di tanti proverbi e modi di dire. “Ti faccio vedere quante pere ci stanno nel sacco”, si dice per intimidire o minacciare qualcuno.
06/10/20
flauti con pasta fillo, zucca, noci e uvetta
Dire che non amo particolarmente i dolci sarebbe un'inesattezza al limite della falsità. Li amo come qualsiasi persona ma per mia fortuna non riesco a mangiarne in quantità. Poco e perfino pochissimo è sufficiente perchè soddisfi il mio desiderio di sapore dolce.
16/12/19
mele cotogne al forno / kydonia ston fourno
Per quanto le mele cotogne siano bistrattate e snobbate praticamente dalla maggior parte della gente che ormai non le considera, io le amo molto e le tengo in grandissima considerazione!
Appena arriva l’autunno spero sempre di trovarle alle bancarelle dei mercati, speranza che spesso si rivela vana, almeno per i mercati di Milano che frequento.
Appena arriva l’autunno spero sempre di trovarle alle bancarelle dei mercati, speranza che spesso si rivela vana, almeno per i mercati di Milano che frequento.
04/11/19
22/10/19
manitaropita di Grevenà / pasta fillo con funghi
I funghi nella cucina greca sono poco o per nulla conosciuti
dai turisti. Comprensibilment ! Quando i funghi spuntano i vacanzieri sono già
andati via. Peccato! Perché c’è anche una cucina invernale, altrettanto
deliziosa e piena di tradizioni e prodotti tipici che merita sicuramente di
essere scoperta.
07/10/19
milopita / torta di mele
Se come dicono
una mela al giorno leva il medico di torno, io sicuramente mi sono assicurata
una vita fino a profonda vecchiaia in perfetta salute!!!! Ne ho mangiato così
tante e continuo anche adesso a mangiarne
che sono indubbiamente molte più dei
giorni che ho sinora vissuto… Amo mangiarle crude, torsolo incluso!!! Non butto via nulla
tranne il gambo.
26/09/18
strudel di mele con halvas e pasta fillo
Non appena il tempo comincia a rinfrescarsi e messi da parte costumi da bagno, gelati e semifreddi, viene immediatamente voglia di una torta calda e profumata, da gustare insieme a un caffè lungo lungo oppure con una tazza di tè.
In
Grecia esistono molte torte di mele, chiamate milopites, ma in
questa ricetta mi dedico allo strudel di mele. A modo mio, non sia
mai detto, con l'aggiunta di un dolce greco, il halvas, e la
sostituzione della pasta con la pasta fillo. Il halvàs per chi non
lo conoscesse, è un tipico dolce che si trova in Grecia, nell'area
balcanica e mediorientale, fatto con pasta di sesamo e zucchero.
10/10/17
kolokythopita glykia / pita dolce di zucca gialla
Per lungo tempo ho considerato la zucca un elemento ornamentale che decorava alcune case contadine e nulla di più. Non appartenendo alle tradizioni della mia famiglia non avevo mai considerato l'eventualità che potesse essere mangiata e per giunta essere buona. L'unica cosa che mangiavo della zucca erano i semi arrostiti e salati di cui sono golosissima. In Grecia si vendevano e si vendono tutt'ora in ogni dove
La
zucca come alimento l'ho scoperta in Italia con il risotto e i
tortelli alla zucca e mi si è aperto un mondo!!!
03/01/16
insalata di bulgur con noci e melagrana
09/12/15
stifado con le castagne
Non è che io ce l'abbia con questi
tanto turistici piatti; intendiamoci! Li adoro, come ogni turista,
come ogni greco ma come si dice...il troppo stroppia!
07/11/15
mele cotogne allo sciroppo / kydoni glyko koutaliou
I maglioni non si tirano più fuori, il
freddo non più quello di una volta e le case non sono più fredde
come una volta.... anche se di questa ultima affermazione non sono
più così sicura.....
Le incertezze sono tante e fanno paura
ma altrettante sono le certezze che rassicurano!
Le melagrane e le castagne compaiono
ancora, un po' meno le mele cotogne ma per me fanno rima con
l'autunno e non c'è possibilità che le trovi e non le compri!
30/09/15
moustalevria / budino di mosto d'uva
Il mosto per la moustalevrià può
essere “tagliato” come si dice in Grecia, cioè fatto bollire
prima che cominci la fermentazione e la dispersione degli zuccheri. Per
renderlo limpido si usa farlo bollire con della cenere, che ha la
peculiarità di far affiorare tutte le impurità cosicché si possa
schiumare facilmente. La cenere chiaramente non deve essere quella del barbecue. Non deve contenere grassi e/o altre sostanze.
Se potete trovare della cenere per "tagliare" il mosto, prendete un paio di cucchiai da minestra di cenere, mettetela in un sacchettino di garza e fate bollire insieme al mosto.
Se potete trovare della cenere per "tagliare" il mosto, prendete un paio di cucchiai da minestra di cenere, mettetela in un sacchettino di garza e fate bollire insieme al mosto.
In alternativa e in assenza della
cenere, il mosto si fa bollire in ogni caso, si filtra diverse volte e si schiuma scrupolosamente durante
la bollitura.
Come per tante ricette della tradizione, in ogni famiglia si racconta la sua di ricetta , quindi io racconto qui quella della mia, escludendo ovviamente il mosto che si comprava già pronto.
Un suggerimento per chi decide di farla: siccome potrebbe essere leggermente acidula, quando si comincia la bollitura dopo aver versato le farine nel mosto, assaggiare, e nel caso si preferisca un budino più dolce, aggiungere uno o due cucchiai di zucchero ma non di più. Un leggerissimo tono acidulo è necessario!
Io ho utilizzato uva bianca per un
risultato finale più delicato, ma c'è chi preferisce alla lunga
prepararla con l'uva rossa.
Ingredienti:
- 2 kg di uva bianca
- 2 cucchiai da minestra colmi di farina 00
- 2 cucchiai da minestra colmi di amido di mais
- cannella in polvere
- noci pestate nel mortaio
Procedimento:
Lavare molto bene l'uva, asciugarla e
separarla in piccoli grappoli oppure se avete la pazienza, separare
gli acini
Prendere una bacinella e posizionare sopra uno scolapasta. Mettere nello scolapasta l'uva e cominciare a pigiare con le mani oppure con un peso, come vi è più comodo. Il risultato che vogliamo ottenere è quello di estrarre tutto il succo dall'uva. Gli acini si devono rompere e rilasciare tutto il loro succo.
Quando l'uva sarà tutta pigiata, prendere le bucce con le mani e strizzarle molto bene. Vedete che c'è ancora del succo.
Prendere una bacinella e posizionare sopra uno scolapasta. Mettere nello scolapasta l'uva e cominciare a pigiare con le mani oppure con un peso, come vi è più comodo. Il risultato che vogliamo ottenere è quello di estrarre tutto il succo dall'uva. Gli acini si devono rompere e rilasciare tutto il loro succo.
Quando l'uva sarà tutta pigiata, prendere le bucce con le mani e strizzarle molto bene. Vedete che c'è ancora del succo.
Da 2 chili di uva ho ottenuto 900 ml
di succo.
Fatta questa operazione procedere al
filtraggio. Filtrare il succo con con colino a maglie fitte.
Fare un secondo filtraggio con un
filtro di carta di quelli che si usano per il caffè francese e
ancora meglio fare un terzo.
A questo punto mettere in un pentolino
il succo di uva e far bollire per 30 minuti, togliendo con grande
scrupolo la schiuma che si forma in superficie. Dopo 30 minuti di
bollitura e schiumature varie, si ottengono circa 400 grammi di mosto
cotto.
Lasciare raffreddare.
Prendere 150 ml e di mosto cotto e
versarli in una ciotola. Sciogliere dentro la farina e l'amido di
mais stando molto attenti affinchè non si creino dei grumi.
Mettere il resto del mosto a bollire e
quando stacca il bollore versare dentro il mosto con la farina e
l'amido. Mescolare molto bene e procedere con la bollitura mescolando
molto spesso con un cucchiaio di legno oppure con la frusta per circa
15 minuti o comunque finchè il mosto non assuma una consistenza
cremosa.
Versare nei bicchieri e mettere in
frigo per almeno un'ora. Al momento di servire cospargere di cannella
in polvere e granella di noci.
La quantità finale ottenuta sono 3 bicchiere come quelli che si vedono nelle foto.
13/11/14
torta rovesciata di cachi
“Accidenti! Ma come fai a mangiare i cachi acerbi? Non allappano?” Ho chiesto alla mia collega quando
l’ho vista addentare un caco come se fosse una mela. Davanti al computer!
Pessima abitudine questa di mangiare
davanti al computer sbrigando le mail inevase; a dire il vero nemmeno io mi salvo!
“E’ un persimmon”. Mi
risponde. E al mio sguardo stralunato: “te ne porto
qualcuno domani” e detto fatto, il giorno dopo arrivò in ufficio con
alcuni persimmon.
25/10/14
colache / zucca mexican style
04/11/13
castagne sciroppate/kastano glyko koutaliou
La "ghianda di Zeus" come chiamava la castagna Teofrasto, ha ispirato tanti detti e proverbi nella vita greca. Eccone alcuni:
“Den charizi kastana =
non regala castagne” lo si dice a proposito di qualcuno che è
inflessibile, severo, autoritario, e pare che abbia origine dagli abitanti di
Mani, indomiti e indomabili.
“Vgazi ta kastana apo tin fotia – togliere le castagne dal
fuoco”, beh, questo si sa, uguale sia in Italia che in Grecia.
“Ta kastana theloun
krasi ke ta karydia meli – le castagne vogliono il vino e le noci il miele”.
“Ladi vrehi kastana
chionizei – piove olio, nevica castagne” immagino significhi abbondanza.
“Den trehi kastano “ praticamente intraducibile, “trehi”
significa corre, ma anche accade, succede, la frase è slang e significa che non succede
nulla, non ha importanza.
“Choropida san castano – saltella come una castagna”.
“La castagna uscì dal riccio e vi sputò con disprezzo” è un
proverbio del Ponto, dimenticato ormai, e fa riferimento a qualcuno che è
arrivato in alto diventando importante, ma disprezza chi lo ha supportato e aiutato per arrivarci.
17/09/12
confettura di zucca
L’idea era quella di fare un dolce originario di Milos che si fa con la zucca e tradizionalmente si offriva ai matrimoni. Io invece propongo questa confettura, perché per quel tipo di dolce che deve restare croccantino e non spapolato si usa la calce viva. Perchè è quella che lo fa restare croccante e non si disfa durante la cottura.
10/09/12
kolokythopita (pita di zucca gialla)
con la prima goccia della pioggia l'estate morì
malinconici versi di Odysseas Elytis e anche per me quando arriva la prima pioggia settembrina l’estate finisce. Nulla vale se dopo riprende il caldo; è autunno.
Di questa stagione che ho sempre vissuto con una dolce malinconia amo i colori; giallo, arancio, ruggine.
Foglie che cadono e riempiono le strade, i lungofiume, i boschi.
Amo i suoi frutti, la zucca, i funghi, i cachi, le castagne, in sintonia con le foglie. Stessi colori per diverse tonalità.
01/10/11
uva sciroppata (stafyli glyko koutaliou)
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