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27/01/23

cake pere cioccolato

 

Vale sempre la pena rileggere i libri che in un modo o nell'altro sono stati importanti nella nostra vita. C'è sempe qualcosa da scoprire a cui non abbiamo dato importanza o ci è sfuggito alla prima lettura, alla seconda, e forse anche alla terza.

11/11/19

nidi di pasta fillo con cioccolato


Uno dei capi saldi della cucina greca è indubbiamente la pasta fillo. Versatile e plasmabile è adatta per preparare tante cose belle e buone; dolci o salate, indifferentemente. Il suo sapore neutro si adatta a tutte le preparazioni e  la sua consistenza, praticamente una carta velina che può essere arricciata, tagliata, sovrapposta a più strati, spiegazzata,  strapazzata, arrotolata, attorcigliata è l’ideale per dare sfogo alla vostra creatività dandole la forma che più vi piace.

06/04/19

risogalo con mastiha e cioccolato


risogalo
Pensando alla mia infanzia non potrei fare a meno di ricordarmi il risogalo, un dessert che spesso fungeva da merenda o da colazione. Era e lo è tutt'ora molto amato e diffuso in tutta la Grecia al punto di produrlo su larga scale e venderlo nelle latterie e nei supermarket pronto in vaschette, esattamente come si vende lo yogurt o altri preparati di questo genere.

27/11/17

melomakarona al cioccolato


melomakarona
Kourabiedes e melomakarona, immagino lo sappiate già, sono i nostri dolci natalizi più gettonati. Chiaramente non sono gli unici dolci di Natale, ma questi due sono i più preparati e conseguentemente i più conosciuti ormai anche fuori dai confini greci.
Difficile sceglierne uno; nell’incertezza tutti quanti preparano o comprano tutt’e due cosìchè il dubbio diventa quale dei due addentare per primo!
Personalmente ho una leggera preferenza verso i melomakarona. Biscotti fragranti e friabili, speziati e inzuppati nello sciroppo, cosparsi di miele e noci. Un morso e la felicità è qui e ora!

13/11/17

sokolatopitakia con banane / pasta fillo farcita con cioccolato e banane



sokolatopitakia
Quasi sempre quando mangio del cioccolato, il ché accade ormai poche volte all’anno, lo mangio in purezza. E’ raro che lo usi per farne dei dolci ma può succedere.
E’ il caso di questa ricetta dove l’ho utilizzato per un abbinamento classico che non delude mai. Cioccolato e banane. E per farlo alla greca, ho avvolto tutto in pasta fillo per proporre l’ennesima ricetta di flauti sperando di non tediarvi….

17/04/17

muffins con fragole e cioccolato


muffins
Abbiamo sempre aspettato con impazienza l'arrivo della primavera. Sin da piccole....Per il caldo e il sole ma anche e non in ultimo per i frutti che porta con se. Le fragole che appaiono per prime sui banconi dei mercati, veri annunciatori della primavera come le rondini del resto erano il chiaro segnale che l'inverno è finito e che cominciava una lunga stagione calda!!!! E se di sole e di caldo ci saziavamo sino a stancarci perfino, non accadeva lo stesso con le fragole e in genere con tutti i frutti primaverili. Costavano troppo per poterne mangiare sino a sazietà oppure duravano troppo poco per saziarci a sufficienza? Tutt'e due probabilmente.... Il dato di fatto è che a un certo punto sparivano con nostro grande rammarico mentre noi avevamo ancora voglia di fragole ... Dovevamo però aspettare un anno intero prima di rivederle.....

13/03/17

kariokes


kariokes

Se andaste nel nord della Grecia, a Tracia, quasi sicuramente passereste da Xanthi. E se passate da Xanthi, sicuramente e senza quasi questa volta vi imbatterete al suo dolce più famoso, le kariokes. Ideato da Giorgos Papaparaskevàs più di 90 anni fa, gli diede questo nome prendendo ispirazione dal color cioccolato dei brasiliani e presto ha conquistato non solo Xanthi, non solo il nord del paese ma il paese intero. La ricetta originale prevede noci, pandispagna e cioccolato, ma a livello casalingo spesso il pandispagna è sostituito da biscotti.

21/09/16

panini con cuore di cioccolato


panini con cuore di cioccolato

Non sono una grande fan del tè; sono poche le volte che mi viene reale voglia di una tazza fumante di tè ma questo non mi impedisce di averne una collezione abbastanza numerosa. Tra bustine e tè sfusi, quando ne vedo uno che cattura la mia attenzione, difficilmente riesco a resisterne. Lo compro, lo metto nella dispensa e lo preparo tutte le volte durante l'inverno che mi ritrovo con le amiche a casa mia.
Da brava greca penso che una tazza di tè come d'altronde una tazza di caffè senza almeno una cosa per accompagnarla è imperdonabile per chi la offre. Che siano dei semplici biscotti, qualche dolcetto o dei lievitati dolci o salati qualcosa ci deve sempre essere.
Con l'arrivo del freddo quindi è il momento di rispolverare le ricette di spuntini e merendine insieme alle bustine del tè in dispensa e questo comincio a fare proponendo questi panini con cuore di cioccolato, soffici e deliziosi.

10/09/15

torta serano


torta serano



Per quanto la pasticceria greca affondi le sue radici secondo alcuni in quella levantina e araba e secondo altri in quella della Grecia antica, era facile trovare qualche pasta all'occidentale negli anni '70. Non tante, e intendiamoci: nulla a che fare con i minuscoli pasticcini milanesi; le paste greche sono o meglio erano enormi!
Il cabaret domenicale comprendeva tante paste quanti erano i membri della famiglia e una o due in più, quanto bastava per dare un senso di abbondanza e non sembrare avari.

Una di queste paste “all'occidentale” era la pasta serano di cui ignoro completamente l'origine del nome e  di cui mi ero completamente scordata; mi è riapparsa qualche tempo fa in un lampo di memoria!!!
Francamente non mi ricordo come fosse, mi sono ricordata soltanto il nome ma mi sono data da fare e ho cercato nel web dove fortunatamente c'è chi se ne ricorda e l'ha postata.
Uno di questi è il mastro pasticcere Stelios Parliaros, e qui riporto integralmente la sua “torta serano”.

La mia è  un pò diversa nelle dimensioni e nella copertura; in fondo  al post lo scrivo!

Ingredienti:
Pandispagna:
  • 120 gr. di farina 00
  • 30 gr. di cacao non zuccherato
  • 5 uova
  • 125 gr. di zucchero semolato
Meringa:
  • 40 gr. di acqua
  • 180 gr. di zucchero semolato
  • 3 albumi
Sciroppo:
  • 300 gr. di acqua
  • 200 gr. di zucchero
  • 50 gr. di brandy
Crema:
  • 250 gr. di cioccolato fondente 55% tritato
  • la meringa che abbiamo preparato
  • 120 gr. di panna 35% grassi
  • 600 gr. di panna 35% grassi, leggermente montata, consistenza come  yogurt

Procedimento:
Per il pandispagna:
Setacciare il cacao con la farina. In una terrina sbattere le uova con lo zucchero finchè non diventino chiari e spumosi. Aggiungere nelle uova la farina con il cioccolato e mescolare con una spatola di silicone. Prendere un anello da pasticceria di 24 cm e sistemarlo su carta stagnola. Piegare la stagnola intorno all’anello e spiegazzarla per stabilizzarle come fondo. Versare il composto nell’anello e cuocere a forno preriscaldato a 180 gradi per circa 25 minuti.
Sfornare e lasciare raffreddare per alcune ore o anche una notte intera.
Per lo sciroppo:
Versare in un pentolino l’acqua e lo zucchero e far bollire per 2 minuti da quando stacca il bollore. Lasciare raffreddare, versare il brandy e mescolare.
Per la meringa:
Versare in un pentolino lo zucchero con l’acqua fino a 115 gradi C. Cominciare a montare gli albumi. Quando lo sciroppo arriva ai 123 – 123 gradi C ritirare dal fuoco, versarlo a filo sugli albumi montando continuamente. Continuare a montare per altri 10 minuti.
Per la crema:
Sciogliere il cioccolato a bagno maria. Ritirare dal fuoco e mescolare finchè non diventi tiepido. A questo punto aggiungere la meringa, unire i 120 gr. di panna e infine unire la panna montata.
Assemblaggio:
Tagliare il pandispagna in 3 strati di pari spessore.
Prendere l’anello di 24 cm e sistemarlo su un vassoio rivestito di carta forno. Sistemare un disco di pandispagna, bagnare con lo sciroppo e coprire con uno strato di crema. Ripetere con gli altri due dischi senza coprire l’ultimo con la crema.
Mettere la torta in frigo per due ore e sformare tirando all'insù l'anello. Coprire la torta con il resto della crema e decorarla sulla superficie e ai lati con una tasca da pasticcere.


Cosa ho fatto io:
Ho seguito pedissequamente le istruzioni del mastro pasticcere e ho preparato il pandispagna, lo sciroppo, la meringa e le creme.
Ho tagliato il pandispagna in 3 dischi di pari spessore e con un coppapasta di 8 cm ho ricavato 9 dischi.
Ho posizionato 3 anelli da pasticcere di 8 cm su carta forno e ho proseguito come da istruzioni: disco di pandispagna bagnato con lo sciroppo, crema, disco di pandispagna bagnato con lo sciroppo, crema, disco di pandispagna.
Ho messo i tortini in frigo per 2 ore e ho sformato tirando all'insù gli anelli. Li ho poi sistemati su una gratella con posizionato sotto un grande piatto e ho preparato una ganache al cioccolato:
Per la ganache:
Tritare la coltello il cioccolato e versarlo in una terrina. Scaldare la panna e appena prima che arrivi a bollore ritirare dal fuoco e versare sulla panna. Mescolare con cura.

Ho versato la ganache sui tortini facendo attenzione affinchè si coprissero interamente e ho rimesso in frigo per un'ora ancora.
Ho preso unaa tavoletta di cioccolato fondente, l'ho scaldata leggermente nella mano e con il pelacarote ho ricavato qualche ricciolo per la decorazione.


Con la crema e il pandispagna che inevitabilmente mi sono avanzati, ho preparato dei minuscoli, “alla milanese” pasticcini serano.

torta serano



14/03/15

mattonella di cioccolato, halvas e tahini



mattonella vegan per la quaresima Pasquale
I 200 e passa giorni cui secondo i dettami della chiesa ortodossa è vietato mangiare cibi di derivazione animale, come effetto ha prodotto in cucina una miriade di preparazioni a base di verdure e legumi e in pasticceria una miriade di dolcetti, ciambelle e ciambelline a base di olio di oliva e tahini. Oggi giorno sono pochi quelli che seguono questi dettami, probabilmente soltanto qualche persona anziana come mia madre continua imperterrita, ma se è vero che questo tipo di alimentazione  non è più seguito per motivi religiosi, è altrettanto vero che sono sempre più in aumento quelli che lo adottano per motivi  di salute, etici e ambientali.

11/01/15

mendiant


cioccolato fondente con frutta secca

Τα mendiant μεχρις αυτης της στιγμης τα γνωριζα μοναχα εξ οψης και φημης ! Δεν ετυχε να τα δοκιμασω ποτε, καν  δεν μου ειχαν κινησει ποτε την περιεργεια, ισως διοτι μη οντας λατρης των γλυκων δεν τα ειχα βαλει  ποτε στον γαστρονομικο μου χαρτη.  Τι ειναι σε τελικη αναλυση? Δισκακια  σοκολατας με ξηρους καρπους ελεγα η ανοητη, μιας που αγνοουσα παντελως τον συμβολισμο τους,  ο οποιος συμβολισμος μαζι  με την ιστορια των εδεσματων παιζει καταλυτικο ρολο στις επιλογες μου  οσον αφορα τις αναρτησεις μου.
Τα πραγματα ομως δεν ειναι ετσι, εξαλλου σπανια ειναι οπως φαινονται, συνηθως κατω απο την επιφανεια κρυβονται πολλα και ακριβως αυτο ισχυει και για τα mendiant τα οποια  ειναι γαλλικης προελευσης  και  κυριως  φιαχνονται κατα την περιοδο των Χριστουγεννων.  Το  ονομα σημαινει επαιτης, ζητιανος και η  αναφορα  ειναι σε  τεσσερα μοναστικα ταγματα επαιτων, τους Ντομινικανους, Αγκουστιανους, Φραντσεσκανους και Καρμελιτανους. Τα φρουτα που χρησιμοποιουνται  παραδοσιακα συμβολιζουν τα ρασα τους: σταφιδες για τους Ντομινικανους, φουντουκια για τους Αγκουστιανους, ξερα συκα για τους Φραντσεσκανους και αμυγδαλα για τους Καρμελιτανους.  
Οπως  ομως ειναι φυσικο και επακολουθο για ολες τις συνταγες με παραδοση και ιστορια, και αυτη δεν αποτελει εξαιρεση στον κανονα που θελει να τροποποιουνται και να εξελισσονται. Απο τα παραδοσιακα λοιπον μικρα σοκολατενια δισκακια που το καθε ενα ειχε επανω μια σταφιδα, ενα φουντουκι,  αποξηραμενο συκο και ενα αμυγδαλο, δηλαδη  το καθε ενα  ξεχωριστα ηταν ενας  μικροκοσμος, τωρα οι εκδοχες ειναι πολλες και αναλογως με την διαθεση του ο καθε ενας τα φιαχνει οπως θελει και δινοντας του ο,τι σχημα θελει. Με λευκη σοκολατα, με κουβερτουρα, με σοκολατα γαλακτος, με τις τρεις σοκολατες  μαζι, και βαζοντας επανω ο,τι αγαπα και τωρα που το σκεφτομαι τα γλυκα κουταλιου μας θα ταιριαζουν  τελεια. Νερατζακι  για παραδειγμα, κομμενο κομματακια!


Υλικα:
-          300 γρ. σοκολατα κουβερτουρα 60% 
-          ενα πορτοκαλι βιολογικο
-          μισο λεμονο
-          2 αποξηραμενα συκα
-          10 αμυγδαλα
-          20 φυστικια αιγινης αναλατα
-          μια κουταλια ζαχαρη  καστανη
-          ελαχιστο ανθος αλατιου
Διαδικασια:
Πλενουμε το πορτοκαλι, το σκουπιζουμε και το στιβουμε  μαζι με το μισο  λεμονι.  Ριχνουμε τους χυμους σε ενα κατσαρολακι μαζι με την ζαχαρη και το αλατι.  Βγαζουμε απο την φλουδα πορτοκαλιου με κοφτερο μαχαιρι οση περισσοτερη ασπρη σαρκα μπορουμε και κοβουμε τις φλουδες σε julienne.  Τις ριχνουμε στο κατσαρολακι με τους χυμους και βραζουμε για 10 λεπτα. Στραγγιζουμε και κραταμε στην ακρη.
Σπαμε τα αμυγδαλα, τα ζεματιζουμε για 1 λεπτο και βγαζουμε την φλουδα. Τα κοβουμε οσο μπορουμε σε φιλετα και τα καβουρντιζουμε σε αντικολλητικο τηγανι χωρις λιπαρα για 2 λεπτα. Καθαριζουμε τα φυστικια αιγινης και τα ανοιγουμε στα δυο. Κοβουμε σε λεπτα φιλετα τα συκα.
mendiant

Αφου ετοιμασαμε ολα αυτα, προχωραμε στην σοκολατα. Την κοβουμε σε πολυ μικρα κομματακια οσο το δυνατον ιδιο μεγεθος.  Τα βαζουμε σε κατσαρολακι και το κατσαρολακι επανω σε κατσαρολα με νερο που βραζει. Προσοχη διοτι το κατσαρολακι που περιεχει την σολοκατα δεν πρεπει να ακουμπα το νερο που βραζει. Εγω εκανα το εξης. Εβαλα κατσαρολα με νερο να βραζει, εβαλα επανω το καλαθακι που χρησιμοποιω για να ψηνω στον ατμο και επανω σε αυτο τοποθετησα το κατσαρολακι με την σοκολατα.
Κοβουμε ενα κομματι αντικολλητικο χαρτι και το στρωνουμε στον παγκο κουζινας.  Μολις λειωσει η σοκολατα (εαν θελουμε η σοκολατα μας  να ειναι  ωραια  γυαλιστερη,  σε αυτο το σημειο προχωραμε στο temperaggio, (εγω  εφαρμοζω  μια  απλη  τεχνικη  που λειτουργει και καποια στιγμη θα την καταγραψω)  την ριχνουμε στο αντικολλητικο χαρτι και την στρωνουμε ομοιομορφα και ισοπαχα, δινοντας της το σχημα που θελουμε. Οσο ειναι ακομη ρευστη, ριχνουμε το ανθος αλατιου και  διακοσμουμε με τους ξηρους καρπους και τις φλουδες πορτοκαλι. Την αφηνουμε να στερεοποιηθει και μετα την κοβουμε η την σπαμε σε κομματια.


I “fondant” molto in voga negli anni ’50 e ’60, erano dei semplici cioccolatini di cioccolato fondente di varie forme che ogni casa borghese che si rispettava doveva tenere nella “fondaniera” possibilmente di cristallo, per offrire agli ospiti che arrivavano sempre all’ improvviso.


Poche case d’altronde possedevano il telefono in quegli anni!
La mia casa non faceva eccezione. Possedeva la fondaniera e non possedeva il telefono. Negli anni successivi abbiamo messo la fondaniera nel ripostiglio e abbiamo installato il telefono. Ci eravamo ormai modernizzati! Nella fondaniera venivano riposti ordinatamente i cioccolatini e tutto quanto veniva chiuso sotto chiave nella credenza.  Il nascondiglio della chiave lo trovammo quasi subito, i fondant sparivano misteriosamente, ma altrettanto misteriosamente la chiave continuava a restare nel solito nascondiglio! A volte la delusione era cocente. La fondaniera era vuota! Altre volte la trovavamo piena di quei cioccolatini che tenevamo sotto la lingua per farli sciogliere lentamente  e  prolungare il piacere!

Qualcosa di simile mi è sempre sembrato il mendiant e non l’ho mai considerato come qualcosa da preparare in casa finchè non l’ho visto qui. Questa versione mi è subito piaciuta e l’ho provata con entusiasmo e con altrettanto entusiasmo è stato divorato dagli ospiti che prima di venire a casa telefonano sempre, riempiendomi di nostalgia per  quello che all’epoca mi sembrava così’ demodé!
Ingredienti:
-          300 gr. cioccolato fondente 60%
-          un’arancia bio dato che mangeremo  la scorza
-          mezzo limone
-          2 fichi secchi
-          10 mandorle
-          20 pistacchi non salati
-          1 cucchiaio di zucchero di canna
-          un pizzico di fior di sale
Procedimento:
Lavare l’arancia sott’acqua corrente e asciugarla. Spremerla insieme al limone e versare i succhi in un pentolino insieme allo zucchero.  Togliere dalle bucce di arancia quanta parte  bianca possibile e tagliare la scorza a julienne. Far bollire per 5 minuti nel succo con lo zucchero. Spegnere, scolare e tenere da parte.
Sgusciare le mandorle, scottarle per 1 minuto in acqua bollente e togliere la pellicina. Tagliarle a filetti e tostare a secco in una padella antiaderente per 2 minuti. Sgusciare i pistacchi e dividere alcuni a metà di modo che si veda il bel colore verde. Tagliare a filetti i fichi secchi.
Fatto tutto questo, ridurre il cioccolato a pezzetti piccoli quanto possibili uniformi. Io ho cominciato battendo con il batticarne il cioccolato nella sua confezione per finire poi tagliando al coltello.
Versare il cioccolato in un pentolino e scioglierlo a bagnomaria. Poiché è importante che il pentolino che contiene il cioccolato non tocchi l’acqua che bolle, io ho fatto così: ho messo una pentola con l’acqua sul fuoco, acceso,  ho posizionato sopra il cestello per la cottura a vapore e sul cestello ho messo il pentolino con il cioccolato.
Prendere un pezzo di carta forno e stenderlo sul piano cottura. Una volta sciolto il cioccolato (se volete temperarlo questo è il momento) stenderlo uniformemente sulla carta forno livellando con un cucchiaio e dandogli la forma che preferite. Io gli dato forma rotonda rifilando con il coltello una volta raffreddato.
Spargere il pizzico di fiore di sale, distribuire la frutta secca e le scorze di arancia a piacere e lasciare raffreddare.
mendiant




10/11/14

dolce mattino



Da qualche tempo ho preso l’abitudine di portare un toast in ufficio per la pausa pranzo. Niente di particolare, il classico e noioso prosciutto con formaggio oppure arrosto di tacchino con foglia di lattuga et similia! Ergo per cui  ultimamente ho sempre del pancarrè a casa mia che utilizzo variabilmente per tramezzini, tartine, toast dolci come questo che ho letteralmente divorato e ho promesso a me stessa che mai più  farò, almeno 500 calorie  ingurgitate in 5 minuti!!!!  



Ingredienti e preparazione:
Prendere 2 fette di pan carré integrale. Spalmare su di una uno strato abbondante di ricotta vaccina, spargere del cioccolato amaro al 70% grattugiato e far colare  un cucchiaino di un miele delicato come quello di acacia.  Coprire con l’altra fetta di pane. Scaldare una noce di burro in un  padellino e far dorare il toast da tutt’e due i lati.

Mangiare caldo accompagnato da un caffè americano nero!


Visto e copiato da qui!



18/10/14

cake di barbabietole e cioccolato



Per noi (italiani intendo, mi sdoppio ogni tanto ma questi sono i vantaggi dell’essere expat  e sono specularmente anche  gli svantaggi) sempre di torte si tratta. Che siano dolci o salate, semplice pan di spagna aromatizzato, torte sofficissime di creme e ricoperte di glasse, sempre torte sono. L’unica eccezione riguarda le crostate e qui non c’è  nessuna possibilità di equivoco.
Parlando però di torte,  un’ immensa varietà di preparazioni dolci o salate sono classificate in questa categoria.

23/01/14

sokolatopita


Fino al 1852 i greci non conoscevano il cioccolato e non conoscevano nemmeno la sua materia prima, il cacao. I dolci  che si consumavano fino ad allora erano il baklavas, i loukoumia, i confetti…

12/06/13

sokolatopitakia e le declinazioni della pasta fillo


Sostenere che non si possa pensare alla cucina greca prescindendo dalla pasta fillo non è assolutamente fuori luogo. E' una preparazione pilastro della cucina ellenica, versatile e dai mille usi dato il suo  sapore neutro. Si usa indifferentemente sia nelle preparazioni dolci che in quelle salate e la scelta del tipo di fillo va fatta fondamentalmente sull'uso che se ne vuole fare. La sua consistenza varia da carta velina a quella della brisè. Noi in Italia conosciamo un tipo unico, ma in Grecia se ne trovano di diversi di cui di seguito elenco i principali.

22/04/13

alla ricerca dei sapori perduti


No, non sto imitando Proust! Per carità!!! Anche se confesso che come disse uno che non mi ricordo più chi fosse “proustiani si nasce”. E io lo nacqui! Modestamente….
Andare alla ricerca dei sapori che furono è un’impresa ardua e destinata ahimè a restare un’utopia. Perché quei sapori non esistono più. Inutile cercarli.

27/04/12

cake al cioccolato, arancia e tahin




Questa torta non è per bimbi; premetto subito e a scanso di equivoci, visto che contiene un bel po’ di liquore.
Fatta la premessa, dico che la torta l’ho vista qui, e visto che è a firma di Stelios Parliaros, l’ho subito voluta provare (anche se non alla lettera) per tre e precisi  motivi:
Il primo è che la firma di Parliaros è una garanzia, il secondo che il blog che la propone è autorevole  e il terzo  che gli ingredienti mi ispirano non poco.

Il tahin è un signor ingrediente; versatile, si presta per preparazioni sia dolci (come questa) che salate, come la zuppa di tahin che non ho ancora postato, ma lo farò appena possibile.
E' una crema fatta con sesamo tostato, ridotto in farina e allungato con olio. Difusissima in Grecia, in Turchia e in tutto il medio oriente, è ricchissimo di vitamina E e B e di sali minerali. Inoltre contribuisce ad abassare il colesterolo, grazie alla sesamina. Tutte le virtù del sesamo si trovano in questa deliziosa crema|. 

Se avessi del liquore all’arancia avrei innaffiato la torta alla fine, tanto per aver potuto chiamarla “torta ubriaca”; ma il liquore non ce l’avevo, pertanto ci  ho versato qualche cucchiaio di tahin appena si è raffreddata.
Oppure avrei potuto metterci sopra qualche rondella di arancia caramellata, ma alla fine tra varie alternative bisogna pur scegliere!!!!
Io ho scelto questa per esaltare il tahin!




Ingredienti:
-          100 gr. di cioccolato amaro 70%
-          100 gr. di tahin
-          100 ml di succo di arance (io ho usato quello pronto sugar free di arance rosse)
-          100 gr. di zucchero semolato
-          50 ml di grappa
-          200 gr. di farina per tutti gli usi
-          ½ cucchiaino di lievito secco per dolci
Procedimento:
Sciogliamo il cioccolato a bagnomaria.
In una ciotola versiamo il succo di arancia, lo zucchero, il tahin, la grappa, il lievito e mescoliamo bene.
Uniamo lil cioccolato, poco a poco la farina lavorando l’impasto con la frusta cercando di non formare dei grumi.
Oliamo una pirofila e versiamo.
Cuociamo a forno preriscaldato per mezz’ora a 180 gradi.

La torta resta un po’ umida, pertanto la prova dello stecchino non s’ha da fare!!!!