Visualizzazione post con etichetta Natale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Natale. Mostra tutti i post

22/12/22

melomakarona al mandarino

 


Melomakarona o kourabiedes? Kourabiedes o melomakarona?

Io quest'anno ho votato melomakarona che ho preparato sia all' arancia che ho portato in ufficio e i colleghi hanno grandemente apprezzato sia al mandarino che abbiamo mangiato in casa e abbiamo grandemente apprezzato.

08/12/21

melomakarona alla birra

 

Il Natale si avvicina e chi ha sangue greco nelle vene ovunque si trovi nel mondo, ha già cominciato a preparare uno dolci più emblematici di questo periodo. I melomakarona.

24/12/20

kourabiedes vegan

 

 A tanti può sembrare un'eresia preparare i kourabiedes senza burro e confesso che anche a me lo sarebbe sembrato fino a qualche anno fa.

05/01/20

vasilopita con frutta secca e liquore di kumquat


Posso affermare senza nessuna, ma proprio nessuna paura di essere smentita che in tutta la Grecia ma anche fuori dai confini nazionali, diciamo ovunque si trovi un greco, a un certo punto tra la fine dell’anno vecchio e l’inizio di quello nuovo, compare la vasilopita.

27/12/19

melomakarona


Spesso ci complichiamo la vita anche senza motivo.  Ci sarà evidentemente un sottile e indefinibile piacere nel creare dei problemi laddove le soluzioni esistono ancora prima individuare un problema.

22/12/18

Natale - kourabiedes


Se per Jo di  Piccole Donne “Natale non è Natale senza regali”, io posso affermare lo stesso sostituendo i regali con i kourabiedes. Questi friabili e aromatici fiocchi di neve che rendono così bene l'idea che abbiamo noi di Natale sono il meraviglioso contributo greco alla moltitudine di ricette nel mondo dedicate a questa Festa.

18/12/18

cucina greca / Il pranzo di Natale


A Natale la tradizione vince su tutto e meno male! D’altronde è una festa da passare in famiglia che notoriamente è il custode delle tradizioni.
Non manca però qualcuno dotato di spirito avventuriero pure quel giorno ed è proprio per questo qualcuno che quest’anno ho pensato di proporre il mio pranzo di Natale. Cucina greca, non c’è bisogno di dirlo, ma senza troppe stranezze, per renderla accessibile a tutti quelli che decideranno di infrangere la tradizione e proporre un menù esotico ma non troppo!

08/01/18

baklavadakia


baklavadakia
Uno dei dolci più conosciuti e amati della pasticceria greca è indubbiamente il baklavàs. Appartiene alla folta schiera di dolci fatti di pasta fillo farcita con frutta secca e irrorati di sciroppo.
Non che questi dolci siano un’ esclusiva greca, sia chiaro. Con piccole differenze oppure identici, spesso anche con lo stesso nome, si trovano in Turchia, nella regione balcanica e nel medio oriente.
Le differenze qualora ci fossero, riguardano perlopiù la farcitura. In Turchia per esempio è molto popolare il baklavàs di pistacchi mentre in Grecia quello di noci. Nulla è tassativo però. Che sia di pistacchi, di noci o di mandorle, il baklavàs resta uno dei dolci più amati, più golosi, più appaganti che esistano!

18/12/17

kourkoubinia


kourkoubinia
I kourkoubinia (plurale, kourkoubini al singolare) sono dei dolcetti della tradizione greca preparati con la pasta fillo. Golosissimi bocconcini fritti e immersi nello sciroppo, sistemati a montagna sul piatto, si afferrano con le mani e si mangiano come le ciliegie. E’ impresa ardua fermarsi a uno, due, tre, quattro. Uno tira l’altro!!!
Hanno un nome curioso ma cosa significhi non è dato da sapere. Alcuni ipotizzano che derivi dalla parola italiana cucurbita, ma mi convince poco. Scartando dunque questa ipotesi, il mistero sul nome resta.

27/11/17

melomakarona al cioccolato


melomakarona
Kourabiedes e melomakarona, immagino lo sappiate già, sono i nostri dolci natalizi più gettonati. Chiaramente non sono gli unici dolci di Natale, ma questi due sono i più preparati e conseguentemente i più conosciuti ormai anche fuori dai confini greci.
Difficile sceglierne uno; nell’incertezza tutti quanti preparano o comprano tutt’e due cosìchè il dubbio diventa quale dei due addentare per primo!
Personalmente ho una leggera preferenza verso i melomakarona. Biscotti fragranti e friabili, speziati e inzuppati nello sciroppo, cosparsi di miele e noci. Un morso e la felicità è qui e ora!

03/01/17

vasilopita al mandarino


vasilopita
In Grecia sei ciò che dichiari; si dice spesso, nella certezza che attribuendosi una caratteristica ciò sia o diventi verità. In linea di massima il principio non è sbagliato, chi ha frequentato un corso o seminario di PNL et similia sicuramente trova dei riferimenti!

08/03/16

cozze farcite di riso


cozze farcite di riso
Ad eccezione degli abitanti del nord della Grecia e di alcune isole dell'Egeo, il greco medio non fa grande uso di cozze.  Pensare che i 5 milioni di ateniesi consumano soltanto l' un ventesimo  della produzione nazionale che tradizionalmente appartiene al nord del paese e attualmente sopratutto nelle acque di Salonicco, al golfo Termaiko.
Il resto, cioè la stragrande maggioranza della produzione è destinata all'esportazione, Italia e Spagna soprattutto.
Se penso alla mia famiglia credo sia proprio vero. Le cozze rare volte sono entrate a casa nostra da veri ateniesi medi che eravamo!

23/12/15

i kourabiedes di Akis


kourabiedes
I melomakarona e i kourabiedes sono i simboli del Natale in Grecia, esattamente come il panettone lo è per i milanesi, ma se per i milanesi il dilemma realmente si pone: panettone o pandoro, e quasi sempre si sceglie uno o l'altro, per i greci si risolve sempre allo stesso modo: tutt'e due.
Pochi riescono  a scegliere uno scartando l'altro pur avendo tutti una predilezione, leggera o spiccata, confessata o inconfessata  che sia. E difatti alla fine nessuno sceglie; tutti preparano o comprano sia i melomakarona che i kourabiedes che credetemi sulla parola, non mancano da nessuna casa greca nel periodo natalizio.

06/12/15

melomakarona


melomakarona
Puntualmente ogni anno con l'avvicinarsi delle feste di Natale si ripresenta uno dei grandi dilemmi della vita: kourabiedes o melomakarona?
C'è chi preferisce spiccatamente l'uno o l'altro; personalmente ho una leggera ma non spiccata preferenza verso i melomakarona che preparo tutti gli anni mentre i kourabies qualche volta si e qualche volta no.

02/12/15

filetto di maiale farcito con prugne secche e mele


Il re Ottone, principe bavarese e primo re del neocostituito stato Greco, ha portato nel paese l'usanza dell'albero di Natale, intorno al 1833. Mi immagino che il primo albero decorato nel paese intero fu quello della sua dimora! Fino ad allora si decorava un ramo, il chè in fin dei conti non è così diverso concettualmente dall'albero, oppure  nave con le vele, molto consone alle tradizioni marinaresche delle isole!  L'albero ha avuto la meglio e ha soppiantato definitivamente ogni  altra decorazione. Il tacchino è  apparso alle tavole natalizie i primissimi anni del secolo scorso, e pare che da apripista fece l'occidentalissima Corfù. Fino ad allora sulle tavole regnavano pennuti come l'oca, il fagiano, a volte il pollo, oppure il maiale, che tradizionalmente si macellava con grandi feste la vigilia di Natale. Il tacchino vinse a man bassa e ora  non manca da nessuna tavola natalizia.  Nella mia famiglia abbiamo sempre festeggiato all' europea! Con albero e tacchino ripieno Ma quest'anno che  mi sento particolarmente trasgressiva  penso di festeggiare con del maiale e se riesco a trovare un modellino di veliero adatto, accantono  pure l'albero!!!!   Ingredienti: 1 filetto di maiale di circa 400 gr. una decina di prugne secche denocciolate mezza mela una noce di burro sale pepe 1 bicchiere di vino rosso 1 bicchiere di acqua calda o di brodo 1 cucchiaio di maizena Procedimento: Togliere il filetto dal frigo, lasciarlo a temperatura ambiente per un'ora. Metterlo sul tagliere e con un coltello affilato togliere eventuali residui di grasso. Inciderlo per la lunghezza e aprirlo a libro. Assottigliare con il batticarne, salare e pepare da tutt'e due i lati. Tritare al coltello grossolanamente le prugne. Sbucciare la mela, lavarla e tagliarla a fettine sottilissime.  Distribuire le prugne per la lunghezza della carne e sopra distribuire le fettine di mela. Arrotolare con attenzione e legare il filetto con dello spago da cucina. In una casseruola che possa poi andare al forno, far sciogliere la noce di burro e a fuoco vivace rosolare per bene il filetto da tutti i lati. Bagnare con il vino, raspare con una spatola di legno il fondo della casseruola  e dopo 5 minuti di cottura sul fornello infornare a forno già caldo a 180 gradi per circa 40 minuti. Bagnare ogni tanto con il sugo di cottura. Se serve, ma non dovrebbe, aggiungere un poco di acqua calda o di brodo. Togliere la carne dal forno e avvolgerla in carta stagnola. Filtrare con un colino fittissimo il fondo di cottura e versarlo in un pentolino. Aggiungere la maizena, far sciogliere e cuocere a fiamma moderata finchè non si rapprenda un poco. Togliere il filetto dalla carta alluminio, tagliarlo e servirlo con la salsa. Accompagnare con delle patate al forno e verdure verdi al vapore.
Il re Ottone, principe bavarese e primo re del neocostituito stato Greco, ha portato nel paese l'usanza dell'albero di Natale intorno al 1833. Sicuramente il primo albero decorato del paese intero sarà stato quello della sua dimora!
Fino ad allora si usava decorare  qualche ramo, il chè in fin dei conti non è così diverso concettualmente dall'albero, oppure una nave con le vele, molto consone alle tradizioni marinaresche delle isole!
L'albero ha avuto la meglio e ha soppiantato definitivamente ogni altra decorazione.

29/12/14

pudding di Natale


pudding inglese
Nella Grecia moderna il ricettari non  vantano  una grande storia.  Soltanto nel  1828 all’isola di Syros, società aperta di commercianti, cosmpopolita e borghese, pronta ad accogliere nuovi stili di vita e usanze gastronomiche ispirate all’occidente,  si traduce dall’italiano e si stampa il primo libro di ricette. Traduttore il medico – letterato P. Zontanos.
Diversi anni dopo, per la precisione nel 1860 ad Atene, si pubblica il  secondo libro di ricette dal titolo esotico: “i misteri della cucina francese”. Anche questo, come il primo non è che una traduzione. E’ stato ristampato nel 1881 e  appariva nei cataloghi delle librerie fino alla fine del secolo.

24/12/14

insalata di rinforzo/η σαλατα της ενισχυσης

insalata per la vigilia di Natale
Το δειπνο της παραμονης των Χριστουγεννων  ειναι καθιερωμενο και γιορταζεται σε ολοκληρη την ιταλικη χερσονησο με σημαντικες διαφορες αναλογα με την περιοχη  και το πορτοφολι φυσικα αλλα με κοινο παρανομαστη την αποχη απο το κρεας.

12/12/14

makaronopita


Se dovessi indicare un cibo che meglio rappresenti la Grecia intera, senza esitazioni indicherei le pites. Quelle preparazioni con l’involucro di pasta fillo e il ripieno di qualsiasi cosa offra la natura, la stagione, il portafoglio,  e che si trovano in qualsiasi angolo del paese, dal nord al sud, da est a ovest, dal continente alle isole.
Ma per quante pites abbia mangiato nella mia vita, e sono veramente tante e di tutti i tipi, la makaronopita mi mancava e non perché non l’avessi mai sentita. Era l’abbinamento pasta fillo/pasta  a non convincermi  sembrandomi sostanzialmente della stessa cosa  combinata  in modo diverso con un eccesso di farinacei.

08/12/14

roxakia


“Roxakia”? E  da dove arriva questo nome? On the rocks? Roxane? E’ stata la prima cosa che mi sono chiesta quando ho visto questi dolcetti. Mi è sembrato un nome curioso di cui non avevo nessun riferimento etimologico e conseguentemente mi era impossibile collegarlo a una qualsiasi parte del paese in un qualsiasi periodo storico. Ho cominciato dunque a cercare ma per quanto abbia cercato sono al punto di partenza. Nei miei ricettari greci non c’è traccia di questi dolcetti  e nel web mentre abbondano le ricette scarseggiano le informazioni storiche.  L’unica cosa acclarata è che si tratta di un dolce molto conosciuto al nord del paese e altrettanto sconosciuto al sud ed ecco spiegata la mia ignoranza in materia!  Era pre-inernet naturalmente!

07/01/14

saraglakia


Il re Ottone non arrivò in Grecia da solo.  Come ci informa Anna Dereka, arrivò accompagnato da un esercito visibile composto da 4.000 soldati bavaresi  e uno stuolo  invisibile di cui non conosciamo il numero preciso che  diventò l’esercito dei funzionari statali di provenienza bavarese.