Visualizzazione post con etichetta pane. Mostra tutti i post
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27/04/20
16/04/18
psathouria di Syros
03/11/16
the junk food: rotolini di pancarré con wurstel e sottilette
Come accennavo a qualche post fa, l'alimentazione greca non consiste solo nei piatti della nonna o al massimo della mamma come la mia, ma include tutta una serie di abitudini importate, sane ma spesso anche malsane che hanno fatto sì che una buona parte del popolo greco sia sovrappeso e i bimbi greci tristemente i più cicciotti d'Europa....
Ai miei tempi in una classe elementare
affollata, mi ricordo circa 30 bimbi ma potevamo anche esserci di
più, che volete sono passati tanti anni, non ricordo con esattezza,
insomma, dicevo che in una classe di 30 e più bambini c'era solo un
bimbo cicciottino chiamato appunto “ciccio”!!!! Povero bimbo....
Già discriminato a quell'età...
31/10/16
tyropita con pane carasau
La pasta è molto semplice: farina,
acqua e sale. Si impasta, si tira in sottili sfoglie che si cuociono
al camino o su una piastra tradizionale chiamata
sats.
09/06/16
stafidopsomo / pane all'uvetta
Inevitabilmente siamo cambiati e la
gratificazione dolce la cerchiamo molto spesso quasi fosse un
diritto alienabile, una quotidiana necessità fisiologica....
13/12/15
pane con pomodori secchi e feta
Si dice che i greci siano un popolo che
si nutre di pane e difatti il suo consumo pro capite all'anno è tra
i più alti d'Europa anche se negli ultimi anni con l'aumento del
tenore di vita si registra un leggero calo; tenore di vita e consumo di pane sono
inversamente proporzionali: aumenta l'uno e diminuisce l'altro e lo
stesso specularmente! Immagino perciò che il suo consumo sia
aumentato in questi ultimi 6 anni.....
04/08/15
fouskoti di Paros
Dicevo insomma che sentivo descrivere Paros dalla mia compagna di banco alle scuole medie,
che di Paros era. Per la verità lei era nata al Pireo, come me del
resto, in uno di quei quartieri popolari dove arrivavano gli isolani
e in generale la gente di provincia cercando sorte migliore! Ora si
sta meglio alle isole ma vai a saperlo allora!
13/04/15
lambrokouloura / la ciambella di Pasqua
09/04/15
lazarakia
05/01/15
insalata di pane
Insomma, nessun altro grasso insidia la sua supremazia e inevitabilmente vale anche per me che sono cresciuta vedendo le latte di olio da 18 kg che arrivavano ogni anno a casa nostra e non
uso il plurale a caso! Considerarne un altro in cucina era praticamente
impossibile e anche per me fu così per parecchi anni, finchè non ho cominciato
a usare l’olio di arachidi per friggere,
per questioni di sapore ma soprattutto di costi, di girasole per la maionese, il burro per i
risotti, qualche rara volta lo strutto, etc. etc.
21/12/13
christopsomo / il pane della vigilia
I kalikantzari sono degli esseri del folclore greco, piccoli, brutti, neri,
pelosi, con gli occhi rossi e le zampe di cavallo. Durante tutto l’anno
dimorano negli inferi, dove segano l’albero che regge la terra con l’intento di
farla cadere. Quando stanno per compiere il lavoro, salgono sulla terra per
festeggiare disturbando gli uomini ma non sono in grado di fare veramente del male, dato
che sono stupidi e dispettosi. Entrano nelle case dal camino e mangiano le
pietanze, spargono in giro la farina, fanno ballare la gente fino allo sfinimento,
distruggono i mobili.
31/05/13
ice cream bread
“Chi ha molto pepe lo mette pure sui cavoli”. E’ un
proverbio greco per dire che l’abbondanza di una cosa porta a usarla anche a
sproposito. Certamente nato in periodi in cui il pepe era merce rara e costosa e non tutti potevano permetterselo.
Come i gelati; non sono passati poi così tanti decenni da
quando il gelato lo vendevano i gelatai con il carretto e finchè non arrivava
nel tuo paese, nel tuo vicinato, il gelato non si poteva mangiare. E quando lo
trovavi, sicuramente non lo “sprecavi” per preparare del pane.
Ma ora che il gelato lo si trova in ogni dove in qualsiasi
stagione e in una miriadi di gusti e combinazioni, ci prendiamo il lusso di usarlo
per preparare questo pane dal profumo leggero e dal sapore delicato che è perfetto per la colazione, spalmato di burro,
nutella, di miele, i marmellata, ma
anche con una fetta di prosciutto o formaggio per chi ama la colazione salata
va benissimo.
E’ molto semplice. Prendiamo 2 tazze da tè di gelato dal gusto che vogliamo e lo lasciamo ammorbidire. Versiamo in una ciotola 1 tazza e mezza di
farina autolievitante e aggiungiamo il gelato. Mescoliamo bene con un cucchiaio
di legno, finchè il gelato non assorba tutta la farina e diventi un impasto
abbastanza sodo. Lo spostiamo in una
forma da pane foderata di carta forno bagnata
e strizzata e cuociamo a 180 gradi per 45 minuti.
Trascorso il tempo, togliamo dal forno e lasciamo
raffreddare.
Se non abbiamo farina autolievitante procediamo come segue:
per ogni tazza di farina mettiamo un cucchiaino raso di lievito chimico (baking
powder), un pizzico abbondante di sale e mescoliamo bene.
16/11/12
pan di ramerino
Οπου υπαρχουν σταφυλια υπαρχουν σταφιδες. Σωστα? Σωστα! Και οπου υπαρχουν σταφιδες υπαρχουν σταφιδοψωμα. Σωστα? Σωστα!
Αυτο το
σταφιδοψωμο με δεντρολιβανο, μου ηρθε
στο μυαλο ξαφνικα διαβαζοντας ενα βιβλιο της Οριανα Φαλλατσι, που ηταν απο την τοσκανη, και που οι ελληνες
την γνωριζουμε. Την Φαλλατσι εννοω. Kαι ποιος δεν την γνωριζει δηλαδη.... Ενα βιβλιο, το τελευταιο που εγραψε και που δεν προλαβε να το τελειωσει οπου διηγειται την ιστορια της οικογενειας της απο
το 1700 και μετα. Το βιβλιο αρχιζει, στην αρχη ειμαι ακομη!!!! με την ιστορια καποιων προγονων της απο την
περιοχη του Κιαντι. Τελος παντων,
διαβαζοντας για την σκληρη τοτε ζωη των αγροτων στην υπεροχη εκεινη περιοχη, και οποιος εχει παει με καταλαβαινει, μου ηρθε ορεξη να φιαξω κατι πολυ
παραδοσιακο, λιτο και απεριττο, οπως εξαλλου συνηθως φιαχνω.
Θυμηθηκα τοτε
αυτο το ψωμακι που το εφιαχνε η μαμα μιας συναδελφου πριν πολλα χρονια, απο την τοσκανη και εκεινη, εψαξα
και βρηκα την συνταγη και τα εφιαξα.
Ειναι πολυ ωραιο
σταφιδοψωμο κυριως της περιοχης της φλωρεντιας και περιχωρα, αν και το βρισκουμε
με μικρες παραλλαγες και σε αλλες περιοχες της τοσκανης. Σταφιδα και δεντρολιβανο (ramerino) το καθιστουν μυρωδατο και ημιγλυκο. Πολυ νοστιμο.
Παραδοσιακα φιαχνοταν την
περιοδο πριν το Πασχα, και πουλιοταν στους φουρνους την μεγαλη Πεμπτη, αφου ειχε πρωτα ευλογηθει απο τον παπα της ενοριας.
Τωρα φυσικα, οπως
και πολλα αλλα παραδοσιακα παρασκευασματα, τα βρισκουμε ολο τον χρονο. Αρκει να σκεφτουμε και την ελλαδα για
παραδειγμα, που οταν πηγαινω στο σουπερ μαρκετ βρισκω παντα τσουρεκια.
Συστατικα:
Για την ζυμη:
-
500 γρ.
αλευρι τυπο ρομπιν χουντ
-
25 γρ.
μαγια μπυρας φρεσκια
-
2 dl πολυ χλιαρο νερο
-
8
κουταλιες ελαιολαδο εξτρα παρθενο
-
100 γρ.
σταφιδες
-
2
κουταλια δεντρολιβανο φρεσκο/ ραμερινο
-
2
κουταλια ζαχαρη
-
μισο
κουταλακι αλατι
Για το σιροπι:
-
3
κουταλια ζαχαρη
-
2
κουταλια νερο
Για το αλειμα:
-
λαδι
Διαδικασια:
Eτοιμαζουμε την
ζυμη με το αλευρι και την μαγια διαλυμενη στο νερο. Δουλευουμε καλα μεχρι να εχουμε μια ελαστικη ζυμη,
σκεπαζουμε και αφηνουμε να φουσκωσει για περιπου 1 ωρα η μεχρι να διπλασιαστει
στον ογκο.
Ενω φουσκωνει,
ζεσταινουμε το λαδι με τις σταφιδες και το δεντρολιβανο κομμενο κομματακια.
Προσοχη, χρειαζεται πολυ χαμηλη φωτια, το ζητουμενο δεν ειναι να τηγανισουμε
τις σταφιδες. Προσωπικα αναψα ενα κερακι απο αυτα που χρησιμοποιουμε για να
κραταμε ζεστα τα φαγητα, και εβαλα επανω μια σχαρα. Μετα εβαλα επανω στην σχαρα
ενα μπρικι με το λαδι τις σταφιδες και το δεντρολιβανο. Οταν ζεσταθει καλα το
λαδι, τραβαμε απο την φωτια και αφηνουμε να κρυωσει. Εαν επιθυμουμε,
παραλειπουμε αυτην την διαδικασια και προχωραμε στην επομενη.
Παιρνουμε το
ζυμαρι, ριχνουμε μεσα το λαδι που θα εχει κρυωσει, την ζαχαρη και το αλατι
και ζυμωνουμε μεχρι να ενσωματοθουνε ολα τα υλικα.
Φιαχνουμε μπαλακια βαρους περιπου 80 γραμμαριων και τα αφηνουμε να φουσκωσουνε στην πλακα ντυμενη
με αντικολλητικο χαρτι.
Ετοιμαζουμε το
σιροπι με την ζαχαρη και το νερο, και αφου λειωση η ζαχαρη σε χαμηλη φωτια σβηνουμε. Οταν φουσκωσουν τα
ψωμακια, τα αλειφουμε με το λαδι, και κανουμε τις χαρακτηριστικες
χαρακιες σταυρωτες η διαγωνιες. Βυθιζουμε αρκετα το μαχαιρι, χωρις να
φτασουμε εντελως κατω.
Ψηνουμε στους 180
βαθμους για περιπου 25 λεπτα, τα
βγαζουμε απο τον φουρνο και τα αλειφουμε με ενα πινελο με το σιροπι.
Eδω οι φωτογραφιες βημα βημα. Στα μισα του ψησιματος κανει επαλειψη με κροκο αυγου χτυπημενο με λιγο νερο, αλλα εγω το παρελειψα για να εχω ενα παρασκευασμα βεγκαν.
Il pane con l’uvetta è uno dei miei snacks preferiti. Mi
piace il suo sapore semidolce, che riesce comunque a soddisfare il desiderio di
questo gusto sicché l’ho sempre mangiato; sia in Grecia che in Italia. In
Grecia si preparava in filoni che poi venivano tagliati a fette e così si
acquistavano dal fornaio.
Di panini in Grecia non ne ho mai visti, non allora sicuramente, ora forse
lo si fa anche in questa forma ma lo ignoro, e tanto meno avevo visto l’abbinamento di
uvetta/rosmarino che è veramente azzeccato. Il pan di ramerino l'ho conosciuto da una mia collega di parecchi anni fa; lo preparava ogni tanto sua madre, e la collega lo portava in ufficio! Lo stesso con il castagnaccio, che ora che è il momento della farina di castagne nuova, va preparato obbligatoriamente!!!!
Toscano, di Firenze e zone limitrofe, tradizionalmente si
preparava prima di Pasqua e si vendeva il Giovedì Santo.
La ricetta l’ho presa da qui, ma ho omesso l’uovo per un risultato
vegan, già che sto facendo una dieta
detox questo periodo!!
Ingredienti:
Per l’impasto:
-
500 gr. di farina manitoba
-
25 gr. di lievito di birra fresco
-
2 dl acqua molto tiepida
-
8 cucchiai di olio evo + poco evo per spalmare
-
100 gr. di uva sultanina
-
2 cucchiai di rosmarino fresco tritato
-
2 cucchiai di zucchero
-
mezzo cucchiaino di sale
Per lo sciroppo:
-
3 cucchiai di zucchero
-
2 cucchiai di acqua
Procedimento:
Prepariamo l’impasto con il lievito sciolto nell’acqua e
aggiungendo la farina. Lavoriamo finchè non diventi elastico e mettiamo a
lievitare finchè non raddoppi di volume. A me c’è voluta circa un’ora.
Mentre l’impasto lievita, mettiamo a scaldare il rosmarino e
le uvette nell’olio a fuoco molto basso. Non dobbiamo friggerli quindi
attenzione alla temperatura. Personalmente ho appoggiato una griglia su uno
scaldavivande, quelli con le candele e ho sistemato sulla griglia un bricco con
l’olio. Quando si sarà scaldato ritiriamo dal fuoco e lasciamo raffreddare.
Prendiamo l’impasto, uniamo l’olio con le uvette e il rosmarino, lo
zucchero e il sale, lavoriamo bene per amalgamare tutti gli ingredienti e lo dividiamo
in pezzi da 80 gr. circa. Formiamo dei panini rotondi che andremo a
sistemare sulla leccarda rivestita di carta forno.
Lasciamo lievitare i
panini e nel frattempo prepariamo lo sciroppo facendo sciogliere del tutto lo
zucchero nell’acqua e a fuoco bassissimo.
Quando i panini saranno lievitati, li spennelliamo con dell’olio
e con una lama affilata incidiamo a croce o diagonalmente.
Inforniamo e cuociamo a 180 gradi per circa mezz’ora.
Togliamo dal forno e spennelliamo con lo sciroppo.
Nota: se desideriamo usiamo un tuorlo di uovo sbattuto con un poco di acqua per la doratura. a metà cottura tiriamo fuori dal forno, spennelliamo i panini e rimettiamo nel forno.
Nota: se desideriamo usiamo un tuorlo di uovo sbattuto con un poco di acqua per la doratura. a metà cottura tiriamo fuori dal forno, spennelliamo i panini e rimettiamo nel forno.
12/09/12
ladopaximada kythiron
Simili alle friselle, i paximadia hanno avuto un ruolo primario nell’alimentazione greca nei secoli passati, soddisfacendo la necessità di una lunga conservazione del pane, considerata anche la difficoltà di impastare tutti i giorni. Preziosi ai contadini e marinai che li portavano ai campi e alle navi, placavano la fame apportando gli elementi nutritivi delle farine rigorosamente integrali di cui erano fatti.
I più famosi sono i cretesi dakos, con la farina di orzo, ma ci sono anche altri, come questi dell’isola di Kythira, alla quale sono stata un’unica volta durante una delle nostre vacanze nel Peloponneso. Siamo partiti in pieno Agosto da Gythio per andare all’isola, confidando che avremmo trovato una sistemazione una volta arrivati. Non la trovammo e siamo stati costretti a dormire in spiaggia. Il giorno dopo ce ne siamo tornati da dove eravamo partiti, ma prima di andare via, come da lunga e antica tradizione, sono andata alla ricerca di prodotti locali e me ne tornai con una confezione di ladopaximada.
Li mangiamo come i dakos, cioè bagnandoli leggermente e condendoli come ci pare. Ma possiamo consumarli anche come spuntino, sgranocchiandoli, essendo loro abbastanza friabili.
- 500 gr. di farina 0 (oppure quella che si vuole)
- mezza tazza di acqua tiepida
- mezza tazza di olio evo
- 5- 6 gr. di lievito secco
- 1 pizzico di sale
- un pizzico di zucchero
Procedimento:
Nell’acqua sciogliamo il sale e lo zucchero. In un recipiente mescoliamo la farina con il lievito e l’olio e uniamo l’acqua. Lavoriamo bene l’impasto finchè non diventi elastico e soffice. Copriamo e lasciamo che lieviti per circa 2 ore.
Sgonfiamo l’impasto lavorandolo per un paio di minuti ancora e formiamo 2 filoni che incidiamo a fette senza arrivare fino in fondo, cioè senza tagliarle fino a separarle.
Sistemiamo i filoni i una teglia rivestita di cartaforno e lasciamo lievitare per un’ora circa.
Cuociamo a forno preriscaldato a 190 gradi per 40 minuti. Togliamo dal forno, tagliamo le fette separandole e lasciamo che raffreddino un poco. Rimettiamo i paximadia nel forno e cuociamo ancora a 150 gradi per altri 45 minuti. Spegniamo il forno e le lasciamo dentro finchè non si raffreddino.
07/09/12
strangolapreti
Δηλαδη σαν να λεμε “πνιγειπαπαδες” αν και το πιο σωστο θα ηταν να πω στραγγαλιζει αλλα δεν καταφερα να σχηματισω την λεξη για να το το ελληνοποιησω ορθα.
Το ονομα του φαγητου εχει δυο εκδοχες. Η μια οτι οι παπαδες με την γνωστη λαιμαργια τους πνιγονται οταν τα τρωνε, η δευτερη οτι ο κοσμος ευχοταν να πνιγουν ενω τα ετρωγαν. Να σου κατσει στο λαιμο που λεει και ο λαος μας!!!!
Το ονομα και οι δυο εκδοχες φυσικα πηγαζουν απο αντικληρικους που εκαναν σατιρα σε βαρος των παπαδων.
13/06/12
pane cafone / ψωμι καφονε
Ο μεγαλος μου καυμος ειναι το προζυμι. Εχω αρχισει να το φιαχνω τουλαχιστον 5 / 6 φορες αλλα ποτε δεν καταφερα να το φερω σε περας.
Καθε φορα που το αρχιζω λεω οτι αυτη θα ειναι και η καλη. Αρχιζω, το ανανεωνω 2 / 3 φορες και μετα για τον ενα η τον αλλον λογο το αφηνω στην τυχη του. Φυσικα και αυτο με αφηνει στην δικη μου.Με τους ρυθμους που εχω, δυστυχως δεν ειναι παντα δυνατον να το φροντιζω οπως πρεπει και μετα απο καποιο χρονικο διαστημα το βλεπω να ξεφουσκωνει αντι να φουσκωνει και το πεταω.
Λεω να το παρω αποφαση και να το φιαξω οταν θα βγω στην συνταξη. Να δουμε δηλαδη εαν μεχρι τοτε θα μπορω να φιαχνω ψωμι μια που ετσι οπως παμε στην συνταξη θα βγαινουμε στα 80!!!!
Στο μεταξυ χρησιμοποιω μαγια μπυρας. Απ το ολοτελα......
Αυτο το ψωμι ειναι απο την ωραια Ναπολι. Δεν γνωριζω γιατι το λενε καφονε, μια που η λεξη σημαινει κατι σαν αξεστος, αγροικος, κατι τετοιο. Ισως, λεω τωρα, να ηταν το ψωμια της πλεμπαγιας, ενω η αριστοκρατια ετρωγε ψωμι φορμας!!!!
Βαζω εδω ενα βιντεο που θα σας κανει να καταλαβετε αμεσως πως φιαχνεται. Συστατικα:
- 500 γρ. σκληρο αλευρι - 2 κουταλακια αλατι
- 7 γρ. μαγια μπυρας φρεσκια
- 350 ml. χλιαρο νερο
Διαδικασια:
Διαλυουμε την μαγια στο νερο.
Βαζουμε σε μπωλ το αλευρι και το αλατι, ανακατευουμε και προσθετουμε το νερο. Ζυμωνουμε για 2 /3 λεπτα. Το μειγμα κολλαει στα χερια αλλα δεν πειραζει. Δεν προσθετουμε αλλο αλευρι.
Κλεινουμε καλα το μπωλ με μεμβρανη και το βαζουμε σε δροσερο μερος η στο ψυγειο εαν κανει πολυ ζεστη για 24 ωρες.
Παιρνουμε μια πετσετα κουζινας, την αλευρωνουμε και ριχνουμε επανω το ζυμαρι.
Το ανοιγουμε λιγο με τα χερια σε σχημα μακροστενο, και παιρνοντας μια πλευρα την φορα την διπλωνουμε μεχρι την μεση δηλαδη στο κεντρο του ζυμαριου.
Σχηματιζουμε μια μπαλα χωρις να πολυδουλεψουμε το ζυμαρι και ριχνουμε επανω λιγο αλευρι. Κλεινουμε την πετσετα και αφηνουμε να φουσκωσει για περιπου 2 ωρες.
Οταν περασει μιαμιση ωρα αναβουμε τον φουρνο στους 220 βαθμους και βαζουμε μεσα μια κατσαρολα με καπακι. Η κατσαρολα πρεπει να μην εχει ΚΑΘΟΛΟΥ πλαστικα μερη.
Βγαζουμε απο τον φουρνο την κατσαρολα με προσοχη για να μην καουμε, παιρνουμε το ζυμαρι και αφου του δωσουμε στρογγυλο σχημα το τοποθετουμε στην κατσαρολα.
Κλεινουμε με το καπακι, βαζουμε στον φουρνο και ψηνουμε για μιση ωρα.
Ξεσκεπαζουμε και ψηνουμε ακομη 20 λεπτα.
Σβηνουμε τον φουρνο και αφηνουμε να κρυωσει.
Quello che non ho è il lievito madre, o lievito liquido, insomma un lievito naturale. Mi tocca usare quello di birra. Non è che non ci abbia provato, ho cominciato almeno 5 – 6 volte a farlo, ma per un motivo o per l’altro non lo curavo, dopo le prime 2 – 3 volte di rinnovi lo abbandono a se stesso e lui abbandona me.
Probabilmente è incompatibile con i miei ritmi e devo rassegnarmi a farlo quando sarò in pensione…. Diciamo intorno agli 80 anni, vista la situazione e sempre che a quell’età avrò forza e voglia di fare il pane.Comunque sia, questo pane fatto così (qui nel video si vede tutto chiarissimo e subito) è facilissimo.
Non so se tradizionalmente si prepari così, ma in ogni caso è buono e ci vuole un attimo, lievitazione a parte.
E una domanda: ma perché si chiama cafone? Forse perché lo mangiavano i plebei? I nobili mangiavano pane in cassetta????
Ingredienti:
- 500 gr. di farina 0- 2 cucchiaini rasi di sale
- 7 gr. di lievito di birra fresco
- 350 ml. di acqua tiepida
Procedimento:
Sciogliamo il lievito nell’acqua.
In una ciotola mettiamo la farina, uniamo il sale e mescoliamo. Aggiungiamo l’acqua, mescoliamo e impastiamo per 2 – 3 minuti. L’impasto è appiccicoso ma non importa.
Chiudiamo bene con della pellicola e lasciamo lievitare per 24 ore in luogo fresco o in frigo se fa caldo.
Prendiamo un canovaccio, lo infariniamo e versiamo sopra l’impasto. Gli diamo una forma rettangolare con le mani, e prendendo un lato alla volta lo pieghiamo verso il centro.
Formiamo una palla, versiamo sopra un poco di farina, chiudiamo il canovaccio e lasciamo lievitare per un paio di ore.
Mezz’ora prima della lievitazione accendiamo il forno e mettiamo dentro una pentola di coccio o di acciaio con il coperchio e scaldiamo per mezz’ora a 220 gradi. Attenzione: la pentola NON DEVE avere parti in plastica o qualsiasi altro materiale che non sia coccio o acciaio.
Trascorsa mezz’ora, togliamo dal forno con molta attenzione per non scottarci, prendiamo l’impasto, sistemiamo la forma e mettiamo dentro la pentola.
Copriamo con il coperchio e cuociamo per mezz’ora. Togliamo il coperchio e cuociamo ancora per 20 minuti. Spegniamo il forno e lasciamo che raffreddi.
31/05/12
artos
Con il cuore pesante per quanto sta succedendo in una zona che ho conosciuto, frequentato per tanti anni e amato, con l’ansia per persone cui mi legano affetti, quelli per la vita, posto questo pane rituale, pane della vita e per la vita.
Il pane non è solo cibo. E’ vita fisica e spirituale e ha un fortissimo valore simbolico. Basti pensare che nella chiesa greco ortodossa la comunione viene fatta con un pezzo di pane e un cucchiaino di vino.
L’artos (il pane nella lingua aristocratica, che trova origini nel greco antico, parlata ormai da nessuno ma terreno di grandi battaglie linguistiche dalle connotazioni politiche per tantissimi anni), è un lievitato rituale, dedicato al santo del giorno, o al ricordo di una persona cara; dopo la messa, si taglia e si distribuisce ai fedeli.
Come si fa:
Ho preparato un lievitino con 20 gr. di lievito di birra, una tazzina di acqua tiepida e 1 tazza scarsa di farina 0.
Ho mescolato bene e ho lasciato lievitare per 20 minuti. Visto il caldo che fa, è sufficiente quel tempo.Successivamente ho messo in una ciotola 1 tazzina di olio evo e 1 tazza di zucchero semolato, ho mescolato per benino.
Ho unito la scorza di mezza arancia grattugiata, mezzo cucchiaino di masticha e mezzo di mahlepi, 2 tazze di farina 0, il lievitino, e tanta acqua tiepida quanta serve per ottenere un impasto morbido che non si appiccica alle mani.
Ho impastato per una decina di minuti e ho messo a lievitare per 1 ora e mezza.
Ho presto l’impasto, l’ho impastato ancora per qualche minuto, ho oliato una teglia rotonda, ho steso per bene l’impasto e ho lasciato lievitare per una mezz’ora abbondante ancora.
Ho unto con dell’olio la superfice e ho cosparso del sesamo.
Ho infornato per 10 minuti a 200 gradi con solo le resistenze basse, e poi per altri 20 minuti con le resistenze alte e basse a 180 gradi.
Se non avessi masticha e mahlepi, avrei messo mezzo cucchiaino scarso di cannella e un pizzico di chiodi di garofano in polvere. Volendo, anche un po’ di semi di finocchio pestati nel mortaio.
La ricetta l'ho vista qui e più o meno l'ho rispettata.
02/05/12
laghites
Probabilmente la prima cosa che viene in mente quando si parla della Tracia è la Nike di Samotracia, il chè lascia intuire quale e quanta storia ci sia in questa area che si divide tra la Turchia, la Bulgaria e la Grecia, di cui costituisce la regione estrema nord orientale.
Situata tra i fiumi Nestos ed Evros e all’ombra del monte Rodopi, è stata abitata da tanti popoli nel corso dei millenni che hanno lasciato le loro tracce al loro passaggio.
Nella zona, che è stata esclusa dallo scambio di popolazioni con il trattato di Losanna del 1923, da secoli hanno coesistito ortodossi e musulmani, caratteristica che le conferisce un’atmosfera particolare e quasi misteriosa, un esempio dei balcani orientali.Situata tra i fiumi Nestos ed Evros e all’ombra del monte Rodopi, è stata abitata da tanti popoli nel corso dei millenni che hanno lasciato le loro tracce al loro passaggio.
La zona abbina bellezze naturali a città vivaci e ospitali, non tralasciando ovviamente Samotracia, che è l’isola dell’egeo situata più a nord.
Questa ricetta ricorda in modo sorprendente, nella sua versione di magro, i testaroli della lunigiana; tanto per ricordare per l’ennesima volta le nostre radici di popoli del sud e del mediterraneo.
Ingredienti:
- ½ bicchiere di latte- 2 uova
- 1 bicchiere di acqua
- mezzo cucchiaino scarso di sale
- 15 gr. di lievito di birra fresco
- 2 tazze scarse di farina (io ho usato farina integrale di orzo)
Procedimento:
Sciogliamo il lievito nel latte appena intiepidito e lasciamo per 15 minuti.
Versiamo le uova leggermente sbattute, il sale, l'acqua e poca alla volta la farina, sbattendo bene con la frusta, finchè non otteniamo una pastella un abbastanza fluida.
Lasciamo riposare per 1 ora abbondante.
Scaldiamo una padella antiaderente, ungiamo con un poco di burro (solo la prima volta) e versiamo un mestolo di pastella.
Dovrebbe espandersi da sola e formare un disco. Nel caso non succedesse scuotiamo un poco la padella.
Cuociamo a fuoco medio finchè scuotendo la padella non si stacchi. Giriamo e cuociamo per pochissimo anche dall’altro lato. (la mia ricetta dice che è sufficiente soltanto da un lato ma io ho cotto per mezzo minuto anche l’altro).
Mettiamo in un piatto e con una forchetta alla quale avremo infilzato un pezzo di burro, imburriamo leggermente la superfice .
Spargiamo del sesamo tostato e spalmiamo del miele, oppure le mangiamo con la marmellata, oppure le tagliamo a croce e poi a X, versiamo sopra del sugo e le mangiamo a pranzo.
Nota: per la versione vegan (in greco "nistisimo" cioè di magro), togliamo latte e uova, pertanto, restano farina, acqua, sale, lievito, e per ungere usiamo dell'olio evo.
Nota: per la versione vegan (in greco "nistisimo" cioè di magro), togliamo latte e uova, pertanto, restano farina, acqua, sale, lievito, e per ungere usiamo dell'olio evo.
30/04/12
pitta di alici / γαυροπιτα
Φαινεται ελληνικο αυτο το πιατο?
Δεν ειναι. Ερχεται κατευθειαν απο την Καλαβρια, υπεροχη περιοχη της νοτιας Ιταλιας. Δεν εχω παει ποτε, εξαλλου γνωριζω λιγο την νοτια Ιταλια, δεδομενου του οτι οποτε κανω διακοπες στην θαλασσα, τις κανω στην Ελλαδα. Ξερω οτι χανω πολλα, και πολλες φορες υποσχεθηκα στον εαυτο μου να παω, αλλα για τον ενα λογο η τον αλλον, ακομη δεν τα εχω καταφερει.
Μα αυτη η χωρα ειναι τοσο ομορφη, τοσο πλουσια στα παντα, που εαν αποφασιζα να την γνωρισω ολοκληρη, μαλλον δεν θα ειχα χρονο για να παω πουθενα αλλου.
Η πιττα, ακριβως ετσι οπως το γραφω, ειναι καλαβρεζικο προιον φουρνου, ενα ψωμι, και κατ επεκταση παιρνουν αυτο το ονομα διαφορες παρασκευες, οπως αυτη.
Την ειδα σε αυτο το ομορφο μπλογκ και την προτεινω , διοτι με ενθουσιασε η παρασκευη, η γευση και η απλοτητα της.
Επισης, ειναι ενας ομορφος τροπος για ανακυκλωση του μπαγιατικου ψωμιου.
Συστατικα:
- μισο κιλο γαυρο- ψυχα μπαγιατικου ψωμιου χοντροτριμμενη (περιπου 400 γραμμαρια)
- αλατι
- πιπερι
- μαιντανο ψιλοκομμενο
- μια σκελιδα σκορδο ψιλοκομμενη
- εξτρα παρθενο ελαιολαδο
Διαδικασια:
Καθαριζουμε τα ψαρια, βγαζουμε το κεφαλι και τα εντοσθια και τα ανοιγουμε στα δυο, αλλα δεν χωριζουμε τα φιλετακια.
Βγαζουμε την ραχοκοκαλια, τα πλενουμε καλα και τα βαζουμε σε σουρωτηρι να στραγγιξουν.
Ριχνουμε ενα κουταλι λαδι στο ψωμι, τον μαιντανο, το σκορδο και ανακατευουμε.
Ριχνουμε λαδι σε ενα αντικολλητικο τηγανι, βαζουμε μια γενναιοδωρη δοση ψωμιου και μια στρωση γαυρο. Αλατιζουμε, τριβουμε μαυρο πιπερι και συνεχιζουμε ετσι μεχρι να τελειωσει ο γαυρος, ραντιζοντας με ελαχιστο λαδι την καθε στρωση του ψωμιου. Τελειωνουμε με στρωση ψωμιου.
Ψηνουμε σε μετρια φωτια για 10 λεπτα, γυριζουμε την πιττα με την βοηθεια ενος πιατου και ψηνουμε ακομη για 10 λεπτα απο την αλλη μερια.
Σερβιρουμε την πιττα χλιαρη.
Εμεις την συνωδευσαμε με χορτα και ντοματοσαλατα.
Questo piatto avrebbe potuto tranquillamente essere greco ma non lo è!
L’ho visto in questo bel blog e mi è piaciuto, tanto che ho voluto prepararlo e proporlo subito.Perchè è squisito, è semplice, è essenziale ed è vicino alla mia filosofia e stile di alimentazione.
E sono sicura che piacerà anche ai miei amici greci che mi leggono perchè i greci amano le alici!!!!
Ingredienti:
- ½ kg di alici- mollica di pane raffermo tritata grossolanamente (circa 400 gr.)
- prezzemolo tritato
- 1 spicchio di aglio tritato
- sale
- pepe nero macinato fresco
- olio evo
Procedimento:
Puliamo le alici togliendo testa e interiora e le apriamo a libro. Le laviamo bene e le mettiamo a scolare in un colino.
Mescoliamo il pane con il prezzemolo e un cucchiaio di olio.
Oliamo una padella antiaderente, versiamo una generosa dose di pane e copriamo con uno strato di alici.
Saliamo leggermente, maciniamo un poco di pepe e versiamo un altro strato di pane. Oliamo un poco e continuiamo finchè non abbiamo finito gli ingredienti. Finiamo con uno strato di pane.
Cuociamo a fuoco moderato per 10 minuti per lato.
Serviamo tiepido.
Noi l’abbiamo accompagnata con delle erbette bollite e un’insalata di pomodori.
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