05/11/12

kourabiedes


Tra 100, 200 anni qualche aspirante e curioso cuoco dilettante oppure no,  aprirà un ricettario che non so se sarà di carta o in chissà che forma e  si metterà alla ricerca dell’ etimologia di diversi nomi di preparazioni: bruschetes, farfales, pesto, tiramisou, per dire alcune  italiane, più tutte quelle francesi, etc. etc., che sono entrate nel dizionario gastronomico greco.
Sono scoperte  culinarie recenti e tutti sanno che sono prodotti e preparazioni italiane  che la cucina greca ha adottato e magari adattato in qualche caso. Nessuno credo apra adesso  qualche sito per trovare l’etimologia e capirne la provenienza.
Immagino che 100, 200 anni fa succedeva qualcosa di analogo. Probabilmente si sapeva che i nomi di alcune preparazioni hanno seguito questo percorso: persiano-turco-greco.
Se non si conosceva l’origine persiana, quasi sicuramente si conosceva quella turca.
I kourabiedes hanno seguito esattamente questo percorso. Per farla breve, in turco il nome, kurabiya, significa qualcosa tipo biscotti, qualcosa di croccante e dolce e probabilmente deriva dal persiano ghurayba.
I kourabiedes sono un tipico dolce natalizio. Insieme ai melomakarona, non mancano da nessuna casa greca durante le feste che si avvicinano. (mi porto avanti mi porto!!!) Quasi tutti hanno una preferenza spiccata verso l’uno o l’altro. Kourabiedes vs melomakarona. Varrebbe la pena fare un sondaggio!
La ricetta è una delle tante. Ho fatto una tradizionale, ma ce ne sono diverse. Alcune prevedono l’acqua di rose, altre omettono le mandorle, quelle più moderne usano la masticha, insomma, si possono fare diverse versioni. 
Ingredienti:
-          1 tazza da tè di farina di mandorle (spelliamo, asciughiamo nel forno e tritiamo)
-          ½ tazza da tè abbondante di zucchero semolato
-          1 tazza  da tè di burro ammorbidito a temperatura ambiente
-          ½ cucchiaino di lievito per dolci
-          2 tuorli
-          3 tazze da tè di farina per tutti gli usi
-          un pizzico di polvere di vaniglia (o essenza o semi)
-          abbondante zucchero a velo
Procedimento:
Lavoriamo il burro con lo zucchero finchè non diventi spumoso. Uniamo i tuorli e amalgamiamo il tutto. Setacciamo la farina con il lievito, uniamo la farina di mandorle e mescoliamo. Aggiungiamo le farine nel burro e uova e impastiamo. L’impasto deve risultare abbastanza sodo.
Mettiamo in un recipiente coperto e lasciamo in frigorifero per almeno 1 ora.
Trascorsa l’ora, togliamo dal frigorifero e formiamo delle palline della dimensione di un piccolo mandarino, ma anche più piccole se vogliamo. Premiamo leggermente con il pollice per formare una fossetta.
Cuociamo per una ventina di minuti a 180 gradi a forno preriscaldato.
Appena sono cotti togliamo dal forno e spargiamo sopra abbondantissimo zucchero a velo.



20 commenti:

annaferna ha detto...

ciao Irene
siiii mi piace questa ricetta e acuta anche l'osservazione sull'inevitabile trasformazione dei nomi di ricette provenienti da altri paesi!! Ma sai la cosa che mi lascia perplessa quando vorrei provare ricette americane e in questo caso anche greche? ...le cup-tazze...ma a che dimensione di tazza ci riferiamo? sapresti indicarmi in grammi la quantità? certo mi verrebbe di fare le proporzioni tipo in questo caso:1 parte di mandorle , 3 di farina ecc. ma sarebbe giusto?
ti ringrazio sin d'ora per la eventuale delucidazione carissima e un bacio

Stefania Orlando ha detto...

Con un nome simile esistono anche nella tradizione dolciaria araba, ovviamente aromatizzati con acqua di rose...sono assolutamente divini, non resisto quando passo davanti alla pasticceria!
Non sapevo esistessero anche in Grecia....

grEAT ha detto...

@annaferna
hai ragione e mi scuso; spesso non specifico. dunque, in grecia quando diciamo una tazza, intendiamo una tazza da thè, quelle normali, non la cup americana. quando diciamo una tazzina intendiamo una tazzina da caffè, comunque si, certo che va bene una parte di, una parte di etc. solo che in questo caso bisogna poi calibrare i vari lieviti, profumi etc.
un abbraccio e buona giornata

@stefania
guarda, la pasticceria araba, greca, turca, molto simile in questi paesi, è irresistibile; io se dovessi scegliere che dolce mangiare sicuramente opto per uno di questa pasticceria.
come osservava anna in un altro post, chi c'è stato in grecia conosce la cucina estiva, quella invernale solo quelli che hanno avuto a che fare per un motivo o per l'altro.
un abbraccio

annaferna ha detto...

grazie cara!!!
Terrò presente le tue indicazioni utilissime!!
Ho ricevuto e risposto alla mail di giorni fa
bacioni

Roberta Morasco ha detto...

Che meraviglia questi dolci!!
Sembrano delle 'nuvolette', gli ingredienti sono tra i miei preferiti, mandorle, vaniglia, super profumati.
Grazie anche per la tua spiegazione, è sempre bello conoscere la 'storia' delle pietanze.
Un bacio, Roberta ;-)

Faby ha detto...

L'aspetto di questi biscotti è molto invitante...grazie per la ricetta...

Penelope ha detto...

Μέρες τώρα τους σκέφτομαι Ειρήνη μου, στην εκδοχή τους με λάδι και αμύγδαλα καβουρδισμένα, κατάλληλους και για νηστεία.
Με βάζεις σε πειρασμούς ... για να μην αντέξω ας πούμε μέχρι και τα Χριστούγεννα.
Καλό μεσημέρι σου εύχομαι.

Gambetto ha detto...

Anche io pensavo fossero arabi e tra l'altro non li ho mai mangiati in Grecia perchè sempre attratto dai melomakarona...
Bellissimi comunque...soprattutto perchè fritti!!! ahahahahahahhahahaah
Adesso se mi ci manderai usando il greco o il turco capirò perfettamente ma non sai quante risate mi sono fatto nel mentre scrivevo...
PS
Sempre certa che i napoletani qui sono i benvenuti?! :P ahahahahahah

mm_skg ha detto...

Ciao Irene!
Mi piacciono i κουραμπιεδες, peccato che non piaciono agli uomini e cosi evito di prepararli perche li mangero tutti da sola!
Buona settimana!

Neli ha detto...

Καλησπέρα Ειρήνη μου ,τι ωραίοι κουραμπιέδες είναι αυτοί?μου θύμισαν Χριστούγεννα,πολλά φιλιά και καλή εβδομάδα.

Edith Pilaff ha detto...

Ciao,un tempo li facevo anch'io.La ricetta me la diede gentilmente una ragazza greca e sono ancora adirata per averla persa.Chiaramente mi copia la tua.
Mi ricordo che li "bagnavo" appena con acqua di rose appena usciti dal forno e li infilzavo con un chiodo di garofano. Non sono sicura che cio' sia usuale,ma erano buoni!
Un salutone

grEAT ha detto...

@edith
si è moto usuale. assolutamente. infatti lo dico che ci sono varie versioni. io qui ho scelto un'altra.
irene

Vita ha detto...

Η μετάφραση του google μου βγάζει αλεύρι αμυγδάλου. Αυτό εννοείς Ειρήνη;
Πάντως μας πήγες νωρίς νωρίς στα Χριστούγεννα :-)!

grEAT ha detto...

@vita
ναι ειναι σωστο. αλευρι αμυγδαλου, δηλαδη αμυγδαλα τριμμενα.
ειπα να αρχισω νωρις τις δουλειες εφετος!!! :)

Μarion, ha detto...

Aντε και κοντεύουν τα Χριστούγεννα Ειρήνη :)

Αν και σε μερικά μέρη στην Ελλάδα (ιδίως στη Πελοποννησο) κουραμπιέδες κάνουν και σε χαρές όλο το χρόνο, σε γάμους, αρραβώνες, βαφτίσια.

Αν βρω ωραιους καλοφτιαγμένους κουραμπιέδες τους τσακίζω. Οι δικοι σου φαίνονται ωραιότατοι.

Φιλιά :)

Kitchen Stories ha detto...

Τι ωραία!
Πόσο χάρηκα που είδα τους κουραμπιέδες σου Ειρήνη μου. Τέλειοι και λατρεμένοι.

Έτσι βρε παιδί μου να "ξεμιζεριάσουμε" λιγάκι, με κάτι γλυκό και ταυτόχρονα Χριστουγεννιάτικο.
Εύγε σου!

Z.

Chiara Giglio ha detto...

questa tua variante mi piace e la farò per Natale quando preparerò i cestini da regalare agli amici!

margarita ha detto...

Τελειοι!!!!
Μιας καιπλησιαζουν Χριστουγεννα

grEAT ha detto...

@margarita
ειπα να αρχισω νωρις νωρις τις δουλειες!!! :)
καλη σου ημερα

ειρηνη

Anonimo ha detto...

πεντανόστιμοι!

Posta un commento