05/07/14

manestra colopimpiri



Addentrandosi nella cucina corfiata ci si rende conto immediatamente come questa sia stata influenzata dalla dominazione veneziana, tanto nelle preparazioni quanto nei nomi delle varie pietanze. Qui, nomi che non esistono da nessun’altra parte del paese, sono o molto probabilmente erano  di uso quotidiano, di inequivocabile origine veneziana:  la strapatsada , biguli-sarsa finta, rosi bisi, scatocetti inumido, savuro (pesce in saor), sguatsetto, sofrito, porpetes, museto,  per citarne solo alcuni. Perfino il ribolido  ho trovato con mia grandissima sorpresa che recita più o meno così: qualsia cosa sia rimasta nella pignatta, bourdeto, salsa, fagioli e cavoli,  entrada (questo è un modo di preparare la carne), la sera stessa si rimette nella pignatta, adagiato su fette di pane fritto e strofinato con l’aglio. Si lascia per tutta la notte e il giorno dopo si scalda sul fuoco.Il ribolido veniva preparatο o perché non c’era cibo a sufficienza per tutti, o perché la donna di casa era presa da mille altri lavori e non aveva tempo da dedicare alla cucina. Arrivato fino alla seconda guerra mondiale, pare sia ormai estinto!...

La manestra  colopimpiri (collu pimperi) era un altro piatto della quotidianità isolana probabilmente estinto pure questo. Ingrediente indispensabile il pepe rosso dolce in abbondanza e i risoni che generalmente sono questi che si usano quando si prepara una "manestra". La “manestra” può essere più o meno asciutta e condita con limone oppure con un formaggio poco stagionato grattugiato.
La ricetta non prevede il peperone, è una licenza che mi sono presa io, così come il brodo vegetale.



Ingredienti:
-          1 carota
-          1/2 costa di sedano
-          1 cipolla bianca
-          1 pomodoro maturo
-          ½  peperone  verde corno tagliato a rondelle
-          olio evo
-          pepe rosso dolce
-          un pizzico di peperoncino
-          un pizzico di cannella (facoltativo)
-          brodo vegetale q.b.
-          200 gr. di risoni
Preparazione:
Per prima cosa preparare un bel soffritto all’italiana. Pelare la carota, sbucciare la cipolla e con un pelapatate togliere i filamenti dal sedano. Lavare le verdure, asciugarle e tagliare a piccoli cubetti. Versare dell’olio evo in una casseruola, scaldarlo e unire il battuto di verdure insieme al peperoncino. Cuocere a fiamma bassa per un minimo di  15 minuti ma si sa che il soffritto più cuoce meglio è quindi se avete tempo anche di più.  Se vedete che asciuga troppo aggiungere un poco di acqua calda. Versare  i risoni, tostarli per un paio di minuti finchè non diventano lucidi, aggiungere il peperone, il pomodoro grattugiato dai fori grossi della grattugia, abbondante pepe rosso, il pizzico di cannella (se la usate)  e versare  del  brodo  vegetale bollente fino a coprirli a filo. Se il brodo è già salato, non serve salare ulteriormente. Diversamente salare un poco e aggiustare verso fine cottura. Mescolare e lasciare cuocere  finchè non si assorbe il brodo, tenendo presente che i risoni cuociono mediamente intorno  7  minuti.  Per evitare di avere una minestra troppo brodosa, un poco va bene ma non deve essere una zuppa, meglio versare meno   brodo all’inizio e all’occorrenze aggiungerne dell’altro.
Servire con del limone oppure con un formaggio poco stagionato grattugiato.



 credits: corfù history


3 commenti:

matematicaecucina ha detto...

buonissima! da rifare :)

Chiara Giglio ha detto...

uso anche io i risoni e mi piacciono molto, copio la ricetta! Buona domenica Irene, un bacione

Amelie ha detto...

devo assolutamente colmare questa lacuna. grazie Irene
amelie

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