22/07/14

la pita a pizza



Quello che troviamo sin dalla nascita crediamo  o che  sia sempre esistito o che la sua nascita risale a tempi remoti, nell’era giurassica,  finchè non arriva un’informazione inaspettata e ci fa collocare correttamente nel tempo la nascita di quello  pensavamo senza inizio!
Vale per tante cose, soprattutto per quelle che entrano nel quotidiano e non hanno  un’attribuzione precisa di paternità,  ma sono il risultato di tante componenti e circostanze, a volte frutto di casualità  ma  anche di eventi funesti come le guerre e le occupazioni.
A un  periodo funesto appunto si colloca la nascita della pita, quella del  souvlaki con la pita, il pita gyros, il cibo probabilmente più amato dai greci e anche dagli stranieri che in Grecia ci vanno.  Abbiamo creduto che sia sempre esistito, che faccia parte della nostra immutabile tradizione, ma le cose non stanno esattamente così.  Intanto è un’ invenzione recente e non ha nulla a che fare con la cucina turca, come sono in  tanti  a credere.  La paternità  è greca, semmai  di ispirazione italiana! Eh si, perché pare che durante la seconda guerra mondiale , gli  occupanti italiani hanno preteso e conseguentemente   insegnato ai fornai greci di preparargli  le friselle, avendo bisogno di un pane di lunga conservazione.  I fornai greci che conoscevano  e preparavano un tipo di pane dell’Asia Minore simile alla pita hanno evidentemente coniugato le due techinche,   dando  inizio all’ascesa  gloriosa di un pane così versatile che si presta a svariate preparazioni!  
I forni di Hatzis e di Lambrakis a Nikea (comune  limitrofo  del Pireo) sono stati i primi  al mondo a produrre  la pita per souvlaki.
La prima azienda di produzione di pita invece è del 1952, costituita dai fratelli Antonis e Kyriakos Papadopoulos originari della Grecia del nord. I due  fratelli,  hanno subaffittato un forno a legna  dove andavano la sera presto per impastare e cuocere le pites che impilavano in cartoni e cassette e  distribuivano con carretti e  tricicli, pure a piedi. Per i percorsi più lontani usavano l’autobus dato che le auto private erano  allora un genere di lusso. La produzione ammontava  a 200-300 pites all’ora e si vendono a  4-5 decimi di dracma. I fratelli dovevano lasciare il forno alle 3 del mattino perché a quell’ora cominciava la produzione del pane.
Oggigiorno le pites si cuociono in forni elettrici su nastri scorrevoli e la produzione ammonta ad almeno 250.000 al giorno. Buona parte  si esporta.
Stralcio dall’’intervista di Kostantina Hasioti al FOOD (greek pita) al n. 14-Marzo 2007.

  
Ingredienti:
Per il pesto:
-          una manciatina di pistacchi non salati
-          1 spicchio di aglio
-          1 foglia di menta fresca
-          2 cucchiai di olio evo
-          un pizzico di sale
Pestare i pistacchi nel mortaio con l’aglio,  la foglia di menta e il sale . Aggiungere l’olio a filo  mescolando. In alternativa frullare tutto insieme.
Poi:
-          1 pita per souvlaki (ricetta)
-          1 fetta di prosciutto cotto tagliata a strisce
-          1 bastoncino (circa 30 grammi) di feta
-          1 manciatina di ribes
-          qualche foglia di sedano verde
-          un cucchiaio di olio evo
Versare l’olio in un padellino e saltare leggermente i ribes. Toglierli e nello stesso padellino  scaldare la pita da ambo i lati per un minuto per lato. Togliere dal fuoco e stendere sulla superficie intera uno strato di pesto e poi distribuire nell’ordine, il prosciutto, i ribes, la feta sbriciolata e le foglie di sedano tritate.

Finito!!! Saporito quanto basta!



credits: 24grammata


6 commenti:

serena ha detto...

Ciao! Pensa che in questi giorni ho in programma proprio la pita+souvlaki .. che bontà infinita! Non sapevo però che esistesse anche la pita-pizza nè tantomeno che avesse una storia così lontana alle spalle. Grazie per il piacevole spunto e buona giornata, serena

grEAT ha detto...

@serena
ciao Serena. La pita-pizza è abbastanza recente come preparazione, in genere la si prepara in casa quando non si sa cosa cucinare e si ha fretta! :) comunque è buonissima.
buona serata e grazie a te

nadia ha detto...

I tuoi racconti sono sempre interessanti ed istruttivi, grazie
Bell'idea questa pita!

Chiara Giglio ha detto...

mi piace questo mix di sapori, ci voglio provare ! un bacione

Carla Guaraglia ha detto...

Buongiorno! Molto interessante, mi piace associare ad un piatto tradizionale la sua storia, me lo fa apprezzare ancora di più.
Dovrò sicuramente provare questa ricetta.
Hai ragione le cose che fanno parte del nostro vissuto fin dalla nascita a volte le diamo per scontate o perlomeno che esistano dalla notte dei tempi, poi quando si scopre l'origine e la storia ne restiamo affascinati.
A presto!

grEAT ha detto...

@nadia
grazie a te Nadia. quando trovo qualcosa di interessante mi piace condividerlo.
un abbraccio

@chiara
mi sto scatenando con le pites. ora che le trovo pronte, ci dò dentro!!!! :)

@carla
grazie Carla. anche a me piace conoscere la storia dei piatti della tradizione, a volte sono molto più eloquenti e senz'altro più gustosi di un trattato di storia.

Posta un commento