09/07/14

domatopita / pita ai pomodori




Ci si rende conto  quasi  a conti fatti, quando il processo si è già concluso e la movida si è spostata! Locali di ogni genere, caffetterie, bar notturni, winebar, ristoranti e clubs cominciano a spuntare come funghi  in un determinato punto della città, rendendolo quel punto il punto più hot di quel momento. Fu così che negli ultimi 2 anni la piazza di Aghia Eirini con l’omonima chiesa nella  zona di Monastiraki,  laddove prima c’erano negozi di scarpe e di  articoli religiosi è diventato un  must per gli ateniesi  che amano uscire e socializzare, in fermento quasi 24 ore al giorno! 
Nella tarda mattinata di un Sabato qualsiasi, mi è stato impossibile trovare un tavolino all'aperto in tutta la piazza! E di tavolini ce ne sono veramente tanti.

Ma i fasti  della notorietà la piazza li aveva già conosciuti!
Il primo vescovado ateniese era la chiesa dedicata a Santa Irene, nella centralissima via Eolou nella quale il nuovo sindaco della città inaugurava il suo mandato. In questa chiesa si festeggiò  nel 1835 l’entrata in età adulta del giovane re Ottone, il quale non portava né corona né scettro dato che la nave che li trasportava non arrivò tempestivamente a destinazione!!! Qui nel 1838 ebbe luogo per la prima volta la funzione che designava il  25 marzo come giorno di festa nazionale,  anniversario della liberazione. Alla funzione fu presente il giovane re   che portava il tipico gonnellone. Nella stessa chiesa ebbe luogo la funzione  per il primo anniversario della Costituzione.
Esattamente di fronte  si trovava il Caffè d’Europa  che  funzionava  sin dai primi anni del regno di Ottone ed era il primo che disponeva di un biliardo. Quasi di  fianco,  nel decennio del 1830 aprì le sue porte il primo ristorante ateniese, il Petroupolis. Fino ad allora soltanto alcuni alberghi disponevano di un ristorante.  Da un cronista dell’epoca si viene a sapere che i suoi clienti si pulivano le mani nella parte posteriore  del gonnellone del cameriere mentre la parte anteriore era riservata al cameriere stesso.


Ingredienti: (per una teglia di 22 cm di diametro)
Per la pasta fillo: 
-          100 gr. di acqua (circa)
-          200 gr. di farina 0 oppure 00
-          sale
-          2 cucchiaio di olio evo
-          1 cucchiaio di vino bianco secco
-          olio evo per spennellare i fogli della pasta
Per il ripieno:
-          1 cipolla bianca affettata sottilmente
-          3 – 4 pomodori tipo grappolo maturi ma sodi
-          50 gr. di feta sbriciolata
-          10 foglie di basilico spezzettate
-          3 cucchiai di olio evo
-          sale
-          pepe macinato fresco
-          una fetta di pane toscano raffermo
Procedimento:
Preparare un impasto con gli ingredienti della pasta e lavorarlo finchè non diventi lucido e sodo.  Formare una palla, oliare leggermente, mettere in una ciotola, coprire e lasciare riposare per mezz’ora. In alternativa usare pasta fillo pronta.
Farcitura:
Sbollentare per un minuto i pomodori , spellarli e tagliarli a dadini raccogliendo pure il succo che  rilasciano.
Far appassire la cipolla in una padella nell’olio evo per una decina di minuti a fuoco basso, all’occorrenza aggiungere un cucchiaio di acqua. Unire i pomodori e cuocere a padella scoperta per circa 15 minuti.
Togliere la crosta al pane, tagliarlo a pezzetti piccoli e unirlo ai pomodori. Salare, macinare del pepe nero,, aggiungere il basilico e la feta, mescolare  e cuocere ancora per 5 minuti. Ritirare dal fuoco e lasciare raffreddare completamente.
Assemblaggio e cottura:
Prendere l’impasto e dividerlo in 8 pezzi di uguale peso.  Tirare con il mattarello più sottile che si può il primo pezzo e stenderlo in una teglia oleata lasciando che fuoriescano il bordi. Oliare la pasta e procedere con altri 3 pezzi spennellando ciascuno con l’olio. In totale dobbiamo stendere 4 pezzi per la parte sotto evitando di oliare il quarto.
Versare il ripieno e livellare bene. Piegare sul ripieno i bordi della pasta che fuoriescono e proseguire con gli altri 4 pezzi allo stesso modo, coprendo il ripieno e oliando tutti quanti, anche l’ultimo. 
Incidere la pita per laddove andranno fatte le porzioni senza però arrivare fino in fondo. Serve per far evaporare i liquidi ed evitare che la pasta si afflosci.

Accendere il forno,  a 200 gradi e scaldare per 10 minuti. Infornare al ripiano più basso  e cuocere  per 15 minuti. Abbassare a 180 gradi, spostare la domatopita al ripiano di mezzo e cuocere ancora per 40 minuti.

Togliere dal forno, lasciare intiepidire e servire come antipasto, spuntino o pranzo insieme a un’insalata verde.



credits: in2life


8 commenti:

maia ha detto...

wow !

ne mangerei volentieri una bella fetta!

Ale only kitchen ha detto...

Irene, questa pita dev'essere deliziosa, la proverò presto... Grazie!!!

Anonimo ha detto...

Se volessi comprare una pasta già fatta? La pasta della pizza no perchè non c'è il lievito. Forse una sfoglia o brisè?

grEAT ha detto...

personalmente opterei per la sfoglia anche se non ho mai provato. la tyropita per esempio, spesso viene fatto con la sfoglia anzichè con la fillo.

Anonimo ha detto...

Perfetto grazie perché con la pasta ho dei problemi. Quella che hai preparato tu è la fillo?

grEAT ha detto...

si, è la fillo. ovviamente casalinga quella industriale è più sottile.

Anonimo ha detto...

Buonissima con la sfoglia ma mi è rimasta bassa. Forse il forno ventilato? Oppure più feta?

Great Mangiaregreco ha detto...

Se l'hai fatta con la pasta sfoglia come hai scritto, la prossima volta prova a tenere la pita una volta che l'hai assemblata del frigorifero per mezz'ora prima di infornarla. Lo shock termico gonfia la sfoglia. Se invece è scarso il ripieno, io aumenterei tutto quanto.
comunque sono contenta che ti sia piaciuta! grazie

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