03/05/16

lagoto di Arkadia



lagotò


I miei amici hanno già prenotato il volo per la Grecia e nonostante manchi ancora qualche mese per le vacanze, hanno già cominciato a farsi venire l'acquolina in bocca pensando a quello che gusteranno!!! Quelli che vanno a Ikaria pensano al soufikò, quelli che vanno a Santorini pensano alla fava e tutti quanti al pesce, al polpo, al souvlaki e al moussakas.
Io dedico questa ricetta a quelli che hanno scelto il mio adorato Peloponneso, pensando che a qualcuno potrebbe venire il desiderio di allontanarsi dalla costa e salire ai monti dove spesso si trova cibo locale, non da turisti!!!! E' un piatto fondamentalmente invernale, ma non è detto che non si possa trovare anche in estate! La sera ai paesini di montagna fa frescolino!!!!!

Il lagotò è antico e diffuso nei paesini di montagna della regione di Arcadia. Dal nome se ne deduce che originariamente si preparasse con la carne di lepre o di coniglio (lagòs in greco è la lepre), ma attualmente si prepara perlopiù con la carne di maiale.
La ricetta autentica vuole tanto aglio, originariamente si parlava di 2 -3 teste di aglio, così tanto che nessun greco è più disposto a mangiarne, quindi anche io ho ritenuto opportuno ridurlo ai minimi termini pensando che valga lo stesso anche per gli italiani!

lagotò di Arkadia

Ingredienti:
  • 600/700 gr di polpa di vitello (o di manzo o di maiale)
  • 5 pomodori ramati maturi (in alternativa una scatola piccola di polpa di pomodoro)
  • 1 cipolla ramata tritata
  • 1 bicchiere di vino rosso corposo
  • 3 spicchi di aglio (grandicelli)
  • 100 gr. di noci sgusciate
  • 1 frisella
  • 4 grani di pimento pestati nel mortaio
  • mezzo cucchiaino di cumino in polvere
  • pepe nero macinato fresco
  • sale
  • 5 cucchiai di olio evo
Procedimento:
Incidere una piccola croce alla base dei pomodori e sbollentarli per un minuto. Spellarli e tagliarli a dadini piccolissimi.
Togliere dal frigo la carne mezz'ora prima di cominciare a cucinarla. Tagliarla a porzioni di circa 50 gr. Versare l'olio evo in una casseruola e quando sarà caldo rosolare a fiamma vivace la carne da tutti i lati. Toglierla dal fuoco, abbassare la fiamma e versare nella stessa casseruola la cipolla tritata. Quando la cipolla sarà diventata traslucida rimettere nella casseruola la carne, mescolare e cuocere per qualche minuto. Sfumare con il vino, alzare un poco la fiamma e lasciare che l'alcool evapori. Versare il pomodori (oppure la polpa già pronta), il pimento, il cumino, salare e macinare del pepe nero. Coprire e lasciare cuocere fino a chè non sarà morbidissima; (circa due ore). All'occorrenza aggiungere un poco di acqua bollente.
Mentre la carne cuoce sbucciare l'aglio e pestarlo nel mortaio fino a ridurlo in poltiglia. Rompere a pezzetti la frisella e tritarla nel cutter. Tritare anche le noci. Mescolare noci e frisella.
Quando la carne sarà cotta, (assicurarsi che ci sia una salsa abbastanza liquida e se no aggiungere un poco di acqua bollente) controllare e nel caso aggiustare di sale, e versare l'aglio pestato nel mortaio. Mescolare e subito dopo aggiungere il misto frisella/noci. Mescolare bene, cuocere ancora per 2 minuti e ritirare dal fuoco.
Servire con del riso pilaf, patate fritte e assolutamente un'insalata a foglia verde.

Per 3.

lagotò tradizionale di Arkadia



3 commenti:

giulia pignatelli ha detto...

Sembra succulento Irene.. non lo conoscevo, grazie!

Chiara Giglio ha detto...

nei posti meno battuti dal turismo la cucina è rimasta più tradizionale, bellissima ricetta che non conoscevo !

Ruli ha detto...

Dev'essere squisito!... mi figuro il " profumo " a mettere 2-3 teste di aglio come all'origine! Chissà, forse era la saggezza di tempi antichi per disinfettare l'apparato digestivo e abbassare la pressione per qualche
ouzo di troppo...

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