25/04/13

kreatopita kefalonias (pita con la carne di Cefalonia)




Cefalonia oltre che al mare cristallino e le candide spiagge  offre anche altre attrattive, più o meno curiose,  meno o per niente conosciute ai turisti, ma che a mio parere chi ci va deve sapere che esistono. Poi decide….

A Markopoulo,  piccolo paese  a sud est dell’isola a 250 metri di altitudine, dal 6 al  16 di Agosto nella chiesa dedicata alla dormizione della Madonna, conosciuta come la Madonna dei serpenti o Madonna  Lagkoubarda, decine di serpenti innocui che non superano il metro e con 4 puntini che richiamano il segno della croce in testa, sbucano dalle pietraie per entrare nella chiesa. Totalmente in simbiosi con la gente che non ha paura di loro e loro non hanno paura della gente, si fanno accarezzare, prendere in mano, giocarci. Dopo il 16 di agosto scompaiono e pare non ci sia verso di trattenerli.
La scienza non lo sa spiegare, ma la tradizione si:
Pare dunque  che al posto dell’odierna chiesa,  molti secoli fa, c’era un monastero  femminile che è stato distrutto da un’incursione dei saraceni. Le monache, invocato l’aiuto della Madonna, sono state trasformate in serpenti e si sono salvate. In un’altra versione, la Madonna ha mandato dei serpenti velenosi per impaurire i saraceni e salvare le monache.
Comunque sia, i serpenti appaiono ogni anno, e sono considerati un buon auspicio dalla gente,  credenza rafforzata dalla loro assenza soltanto  in due occasioni tragiche:  nel 1940, in piena seconda guerra mondiale, e nel 1953, quando un terremoto catastrofico distrusse gran parte dell’isola.   


Ma se le chiese non vi interessano, oppure i serpenti vi fanno paura o ribrezzo, potete andare sempre in quel periodo, il primo fine settimana dopo il ferragosto,  a Fragata, paesino all’interno dell’isola, situato sull’omonimo altipiano, per la  “festa della robola” .Due giorni di canti, balli tradizionali, robola a volontà e cibo locale. 
Quasi sicuramente troverete questa pita che è tipica dell’isola.  Io ho trovato la ricetta, molto convincente, in questo blog.  Ho cambiato, oltre le quantità,  il formaggio. Ho usato il parmigiano, ma si può usare praticamente indifferentemente il pecorino romano o qualche altro formaggio da grattugia. Inoltre ho usato soltanto un tipo di carne, mentre la blogger ne usa tre: di vitello, di capra e di maiale.
Se invece volete  qualche informazione e foto in più sull’ isola, al blog di Chiara che ci andò l’anno scorso ne trovate parecchie.


Ingredienti:
per limpasto:
-          250 gr. di farina per tutti gli usi
-          ½ tazzina da caffè di vino bianco
-          2 cucchiai di olio evo
-          un pizzico di sale
-          ½  tazza da the di acqua tiepida
per il ripieno:
-          1 kg. di carne di manzo tritata al coltello
-          1 patata tagliata a dadini
-          1 tazzina da caffè scarsa di riso (ho messo l’originario)
-          1 cipolla bianca tritata
-          2 spicchi di aglio tritati
-          prezzemolo  e maggiorana tritati
-          2 – 3 cucchiai di passata di pomodoro
-          3 cucchiai di olio evo
-          parmigiano grattugiato
-          sale, pepe, pimento, cannella, noce moscata
Procedimento:
Prepariamo il ripieno: rosoliamo la carne a fuoco vivace in una pentola dal fondo pesante. Quando sarà rosolata aggiungiamo la cipolla e l’aglio. Mescoliamo, abbassiamo il fuoco e cuociamo per un cinque minuti. Uniamo la patata  e la passata di pomodoro diluito in una tazza di acqua. Versiamo il riso e le spezie, saliamo, mescoliamo, copriamo e cuociamo per circa dieci minuti . Un paio di minuti prima di spegnere aggiungiamo il prezzemolo e la maggiorana. Mescoliamo con cura, ritiriamo dal fuoco e lasciamo riposare e raffreddare.
Mentre il ripieno riposa prepariamo un impasto soffice ed elastico con tutti gli ingredienti, formiamo una palla, copriamo e lasciamo riposare per almeno mezz’ora.
Quando l’impasto si sarà raffreddato, prendiamo l’impasto, lo dividiamo a metà e tiriamo 2 sfoglie di circa 2 millimetri,  una leggermente più grande dell’altra.  Oliamo la teglia dove andremo a cuocere la pita e stendiamo la sfoglia più grande, facendo  fuoriuscire i bordi. Versiamo il ripieno, livelliamo bene con il dorso di un cucchiaio, spargiamo sopra il parmigiano grattugiato e giriamo sul ripieno i bordi della pasta.
Stendiamo sopra l’altra sfoglia e spennelliamo dell’olio evo su tutta la superficie. Incidiamo con un coltello affilato laddove andremo a tagliarla una volta cotta e inforniamo a 180 gradi per circa 40 minuti.
Togliamo dal forno e lasciamo che intiepidisca prima di consumarla.




5 commenti:

Chiara Giglio ha detto...

cara Irene, grazie di cuore per aver citato il mio blog! Cefalonia resterà per sempre nei miei ricordi ma non parlarmi di serpenti anche se innocui ! parliamo invece del Robola che ho bevuto con grande piacere,è un vino perfetto per accompagnare i piatti greci !Questo pasticcio di carne l'ho mangiato e mi è piaciuto molto....Un abbraccio cara Irene, passa un felice weekend !

grEAT ha detto...

un buon week end anche a te chiara.
un bacio
irene

ΕΛΕΝΑ ha detto...

Από τις πιο γνωστές και νόστιμες πίτες, η Κεφαλονίτικη κρεατόπιτα!!
Φιλιά Ειρήνη μου, καλό απόγευμα!

edvige ha detto...

Interessante la storia e sopra tutto il fatto che si lascino toccare...no non mi fanno senso eventualmente paura ma qui non è il caso. Buona la ricetta me la sono copiata la tua. Buona fine settimana.

Penelope ha detto...

Κεφαλλονίτικη Κρεατόπιτα...άκουσα Ειρήνη μας!!
Ήρθα λοιπόν η κατά 1/4 Κεφαλλονίτισα αν και και είμαστε σε νηστεία... Όμως εμείς για αύριο προγραμματίζουμε Μπακαλιαρόπιττα, επίσης Κεφαλλονίτικη και αν θυμάμαι καλά την έχω ανεβάσει στο blog.
Χαιρετισμούς πολλούς και Δύναμη μιας και "συμπάσχουμε" σε θέματα εργασίας...
Καλή Κυριακή.

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