06/11/14

stinco di maiale alla birra ovvero come ti preparo un piatto succulento con un euro e poco più


Ma le macellerie sono a rischio estinzione oppure  si sono già estinte? Mi sono posta la domanda già qualche anno fa, quando la storica macelleria del mio  quartiere ha ceduto il posto a un bistrot  che ha cambiato pressochè in modo definitivo la conformazione del vicinato.   Da allora so dove andare a bere l’aperitivo restando nelle vicinanze della casa, ma se devo comprare della carne devo decisamente spostarmi. L’alternativa del supermarket spesso è valida, soprattutto quando ha un bancone macelleria con dietro il macellaio che taglia, affetta e macina, ma quasi sempre ha soltanto  i tagli più richiesti, quelli di prima e seconda scelta. Non so se comprano le carcasse intere oppure le mezzene, oppure soltanto alcuni pezzi scelti, ma non riesco a spiegarmi  perché è così faticoso trovare dei  tagli “poco nobili”. Poveri animali…..

Poi è arrivata la crisi!!! E con questa  si stanno verificando dei cambiamenti epocali!  Sono comparsi prodotti che mai prima avevo visto in vendita: croste e sticks di parmigiano, strani  pesci  nostrani talmente dimenticati da sembrare quasi esotici, tagli di carne abbandonati e snobbati ed è così che ho trovato il mio stinco di maiale!
Costo? Un euro e 98 centesimi!


Ingredienti e preparazione:
Togliere lo stinco di maiale dal frigo e portarlo a temperatura ambiente. Io ho tolto un po’ di grasso esternamente perché veramente ne ha parecchio. Dopodichè ho messo lo stinco in una teglia piccola, giusta per contenerlo e ho distribuito qua e là qualche bacca di ginepro. Ho pestato nel mortaio dei grani di pimento e del pepe rosa e  li ho mescolati con del sale e  dei semi di senape. Ho versato sullo stinco una lattina di birra lager a temperatura ambiente,  questa, anzi se volete la sua storia eccola qui


avendo cura che andasse a bagnare tutte la superficie e ho cosparso sopra il misto di spezie.
Ho scaldato il forno a 200 gradi, modalità statica, e ho infornato. Ho cotto per 2 ore, girando 2 volte. La prima dopo un’ora di cottura, la seconda nell’ultimo quarto d’ora. Ultimata la cottura ho tolto la teglia dal forno, ho posizionato lo stinco sul tagliere coprendolo con la stagnola  e l’ho lasciato a riposare giusto il tempo che mi è occorso per versare il fondo di cottura in un tegamino e farlo restringere  per utilizzarlo come salsa di accompagnamento.
Di contorno, patate e zucca arrostite e mouse di mele.  

Per 2.
Dimenticavo! La ricetta l'ho vista qui e l'ho copiata!




5 commenti:

Renata Baruffi ha detto...

Lo stinco di maiale è buonissimo e molto conveniente, ma ho sempre fatto fatica a trovarlo, hai ragione. Per il pesce azzurro, invece, non ho mai avuto molti problemi soprattutto perché quasi sempre l'ho comprato al mercato, da bancarelle che conoscevo. E' vero, quando vado al mare e aspetto la barca di pescatori che si ferma quasi ogni giorno al moletto, si trovano altre specie quasi sconosciute e spesso anche molto buone, senza contare che, in quel caso, sono pescate e non allevate.
Molte parti del maiale ed anche di altri animali sono considerate umili e spesso non compaiono sui banchi macelleria dei supermercati, senza contare che poi, spesso, la carne viene tritata e ridotta a hamburger o polpa trita per sughi ecc. L'offerta comunque varia parecchio da città a città ed anche da quartiere a quartiere.
La miglior varietà, per la carne, la troviamo nelle regioni settentrionali d'Italia. Al centro sud c'è da fare più fatica.

Fabiana Del Nero ha detto...

Il problema è che tutti si orientano su tagli di prima scelta ritenendo siano migliori semplicemente perchè non conoscono e non sanno cucinare quelli più economici e spesso più saporiti e molto, molto più interessanti sotto il profilo della versatilità in pentola.
Imparare a conoscere e scegliere la carne è certamente il primo passo per salvare il portafogli e sorridere a tavola:))))
Lo stinco.....una straordinaria risorsa!!!!!!!

Amelie ha detto...

sai che non amo particolarmente la carne ma la tua ricetta è così invitante....
amelie

grEAT ha detto...

@Renata
rispetto al pesce, dato quello che costa il pesce pescato, ormai compro quasi sempre pesce azzurro. mal sopporto il pesce allevato, io che son cresciuta con il pesce appena pescato!!! :)
devo dire che negli ultimissimi sto sviluppando una predilezione verso materie "poco nobili"!

@Fabiana
Se Proust diceva di "lasciare le donne belle agli uomini senza fantasia" parafrasando si può dire "lasciamo i tagli di prima scelta alle persone senza fantasia"???? :)

@ Amellie
E' molto buono. Il consumo di carne va ripensato senza dubbio; forse prediligendo tagli poco nobili è un buon inizio!

Chiara Giglio ha detto...

qui a Trieste lo stinco di maiale è facilissimo da trovare,credo sia il taglio più amato e cucinato.La birra gli dona un sapore e una morbidezza particolare, mi hai ricordato che è da un pò che non lo faccio! Buona settimana Irene, un abbraccio

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