La gastronomia non è stata esente da
questa contaminazione. Fino all’epoca bizantina la cucina corfiota
era fondamentalmente una cucina mediterranea basata su olio di oliva,
l grano, vino, erbe spontanee, pesce. La carne si consumava
occasionalmente e soltanto alle feste comandate.
Visualizzazione post con etichetta corfù. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta corfù. Mostra tutti i post
01/10/18
tzaletia: frittelle di mais di Corfù
14/05/18
kokkoras pastitsada / piatto tradizionale di Corfù
Piatti come il “bianko”, il “sofrito”, la “fogatsa” e il “bourdeto”, il “kolopimpiri = collu pepe) per citarne soltanto alcuni, rivelano inequivocabilmente la loro origine italiana.
13/05/16
liquore di kumquat
Da allora la coltivazione prosegue
senza soluzione di continuità; attualmente si estende su una
superficie di circa 50 ettari e la produzione è di circa 140
tonnellate all'anno di cui la maggior parte si assorbe localmente.
Una piccola parte viene esportata in Italia e in Francia.
Con i frutti si prepara il liquore,
ma si preparano anche marmellate di kumquat, e kumquat canditi.
Ultimamente con il vento delle innovazioni culinarie che sono
arrivate al paese alcuni li utilizzano anche in cucina.
07/05/16
18/08/15
pastrokio corfiata
Non mi piace fare paragoni, spesso sono
una scorciatoia per non entrare nel merito di una questione, e
quindi cerco di evitarli. Questo in linea generale, perchè a volte
invece sono opportuni, pertinenti e utili, soprattutto se chi li fa a
una discreta conoscenza dell'argomento di cui parla.
Quando ho letto su nota rivista
gastronomica il titolo di questa ricetta non ho potuto fare a meno di
cercarla e capire di cosa si trattasse a partire dal nome anche se di
lapalissiana provenienza italiana e di chiarissimo significato.
Con mia grande delusione però non ho
trovato niente, salvo generiche indicazioni che tratte tutte dalla
stessa fonte citavano: strati di melanzana con dentro uova sode,
salame, formaggio e salsa di pomodoro.
E' a questo punto che il paragone con
gli italiani è stato inevitabile, perchè (perlomeno finora)
qualsiasi ricetta regionale io abbia cercato, l'ho trovata
analizzata e sviscerata, quasi al limite della pedanteria....
Non avendo quindi indicazioni ulteriori
su come preparare il pastrocchio, l'ho interpretato a modo mio,
convinta di non sbagliare molto.
Evidente che il salame di cui parla,
sicuramente sarà un salame corfiata così come il formaggio, ma non
avendo ulteriori elementi e nemmeno gli ingredienti, ho utilizzato la
mortadella e il provolone dolce. Prometto però che la prima volta
che torno all'isola dei Feaci indago scrupolosamente, al limite della
pedanteria!
Ingredienti:
- 3 melanzane lunghe
- 3 uova
- 6 fette di mortadella
- 50 gr. di formaggio a scaglie(io ho usato un provolone dolce)
- 4 pomodori da sugo maturi
- 100 ml di vino bianco
- 1 spicchio di aglio tritato
- sale
- pepe
- 3 cucchiai di olio evo
- olio per friggere
- poca farina per infarinare
Procedimento:
Lavare le
melanzane, tagliare il picciolo e tagliarle a fette sottili. Metterle
in uno scolapasta, salare e posizionare a contatto un piatto con un
peso sopra. Lasciare per un ora.
Nel frattempo
rassodare le uova (8 minuti da quando l'aqua riprende a bollire)
sciacquarle subito in acqua fredda e sgusciarle.
Ora preparare il
sugo:
Sbollentare i
pomodori in acqua bollente per un minuto, spellarli e tritarli al
coltello.
Mettere in una
padella l'olio evo e far appassire lo spicchio di aglio tritato.
Aggiungere i pomodori, cuocere per cinque minuti e sfumare con il
vino bianco. Cuocere per altri 5 minuti, salare, macinare del pepe
nero e cuocere per ulteriori 10 minuti. Ritirare dal fuoco.
Sciacquare
sott'acqua corrente le melanzane, asciugarle bene, infarinarle
leggermente e friggere in abbondante olio bollente.
Adagiare su carta
assorbente, salare leggermente e lasciare così per 15 minuti.
Tagliare le uova a rondelle.
Prendere una
teglia piccola (per 2-3 persone per intenderci) e sporcare il fondo
con un poco di sugo.
Formare uno strato
di melanzane, uno di mortadella e uno di uova. Cospargere le scaglie
di formaggio e ripetere fino a esaurire gli ingredienti.
Accendere il forno
a 180 gradi.
Versare a
cucchiaiate su tutta la superficie della teglia il sugo di pomodoro e
infornare per 15 minuti.
Togliere dal
forno, lasciare intiepidire e servire con insalata a foglia verde.
Per 3 persone.
30/05/15
05/07/14
manestra colopimpiri
Addentrandosi nella cucina corfiata ci si rende conto immediatamente come questa sia stata influenzata dalla dominazione veneziana, tanto nelle preparazioni quanto nei nomi delle varie pietanze. Qui, nomi che non esistono da nessun’altra parte del paese, sono o molto probabilmente erano di uso quotidiano, di inequivocabile origine veneziana: la strapatsada , biguli-sarsa finta, rosi bisi, scatocetti inumido, savuro (pesce in saor), sguatsetto, sofrito, porpetes, museto, per citarne solo alcuni.
07/04/14
bianko
…. “perché la nostra fortuna non è nelle mani di chi ci governa ma nelle mani di chi prepara i nostri pasti…”, diceva qualcuno in qualche libro, parafrasando probabilmente la frase che si attribuisce a Talleyrand: “Datemi dei buoni cuochi e concluderò buoni trattati”.
La salute viene prima di tutto ergo chi cucina i nostri pasti quotidiani ha una grande responsabilità. E dato che dopo la salute viene tutto il resto che costituisce il nostro benessere, chi cucina i pasti dei capi di Stato e dei ministri in tutto il mondo ha delle enormi responsabilità.
10/02/13
kotopoulo pastitsada / pollo pastitsada
26/11/12
19/11/12
Iscriviti a:
Post (Atom)