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16/04/21

la bougatsa di Salonicco

 

La bougatsa, a pieno titolo naturalizzata “serraia”, è uno dei dolci più rappresentativi della Grecia del nord, Serres e Salonicco su tutto.

09/09/19

politiko di Salonicco

 

Ecco un dolce di cui ignoravo l’esistenza fino a un po’ di tempo fa.  Il polìtiko di Salonicco ma  il nome non vi tragga in inganno. Con la politica non c’entra proprio nulla. Polìtiko, con l’accento sulla prima i, cioè dalla Polis, come chiamano affettuosamente i greci la città di Kostantinopoli, odierna Istanbul.

29/07/19

samali - dolce di semolino


Dichiaro pubblicamente di essere fanatica del samali. Rientra tra quei cibi in grado di portarmi indietro nel tempo, quando ero una bambina. Quando i dolci a nostra disposizione si contavano sulle dita della mano e si mangiavano soltanto in occasioni speciali.

12/01/19

revanì al mandarino


I dolci da teglia al semolino occupano un posto importante nella pasticceria greca. Tra questi, il revanì è uno di quelli più conosciuti. Soffice e profumato, facile da preparare in casa, è molto amato dai greci. Secondo la tradizione il suo nome è dovuto al poeta turco Revanì che visse nel XVI secolo ed era famoso per le sue rime gastronomiche. Le sue poesie erano dolci, esattamente come questo dolce sciroppato!

31/03/18

la galatopita di Volos


galatopita
La galatopita è un dolce che ho scoperto da adulta e l'ho irrimediabilmente adorato. Da casa mia mancava completamente. Credo perchè era un dolce che si preparava nelle campagne, nelle famiglie di contadini e pastori, nei periodi in cui c'era abbondanza di latte. La mia mamma, cittadina verace e leggermente snob peraltro, a torto non l'ha mai considerata liquidandola come dolce da campagnoli perdendo veramente tanto.

22/08/17

bougatsakia monoporzione


bougatsa
“Bougatsa” è un termine che indica una preparazione dolce o salata racchiusa in pasta fillo. E' una preparazione golosissima che viene consumata a colazione, come spuntino, come pranzo frettoloso oppure come dessert nella sua versione dolce.
I greci perlopiù la comprano nei negozi monotematici “i bougatsatzidika” dove può capitare di trovare l'artigiano che prepara la pasta fillo tirandola in aria. E' uno spettacolo che lascia a bocca aperta.

01/12/16

flauti galaktoboureko


galaktoboureko

Non solo olio di oliva nella cucina greca. Anche se comprensibilmente nella maggior parte della gente, greca o straniera che sia, il binomio cucina greca/olio di oliva è indissolubile, quest'ultimo non sempre e non ovunque è stato il grasso per eccellenza delle pietanze greche.
Basta pensare d'altronde che la Grecia non è costituita soltanto da isole e da coste; ha anche un entroterra montuoso con paesi e paesini che fino a pochi decenni fa a causa delle poche strade di montagna restavano praticamente isolati dal resto del paese. Abitati da gente che perlopiù si dedicava alla pastorizia, la produzione e l'utilizzo del burro nella cucina locale è una necessità e non una scelta. Famosi per la produzione del burro erano i “Sarakatsanoi” una “tribù” nomade che abitava le montagne tra Tessaglia e Euritania. Si vociferava che il miglior burro lo producevano loro e bisogna crederci; la pastorizia e la caseificazione era il loro unico mestiere. Ormai sono stanziali da tanto, forse qualcuno si dedica ancora alla pastorizia, ma il burro nella cucina locale resta ancora il grasso per eccellenza!

11/07/16

halvas di semolino con salsa di mirtilli


halvas di semolino
Il halvàs di semolino è stato per anni il dolce che con più frequenza si preparava in casa e indubbiamente non solo nella mia per due motivi: il primo è che è un dolce semplice, poco costoso, e si realizza con ingredienti che normalmente si trovano in tutte le dispense; il secondo, che essendo privo di qualsiasi ingrediente di origine animale, era adattissimo per i lunghi periodi quaresimali.
Io ho imparato ad amarlo da grande, da piccola lo cercavo esclusivamente quando si preparava in una versione arricchita con il cocco grattugiato che adoravo e adoro tutt'ora!
Qui l'ho parecchio stravolto rispetto all'originale ma ne vale proprio la pena!

15/03/16

halvas di Rina


dolce sciroppato di semolino

Può essere che ricordi male, ma se così non fosse, sono venuta a conoscenza di questo dolce dal romanzo che a mio parere abbia descritto meglio di qualsiasi saggio la piccola borghesia greca della prima metà del '900, il “le terze nozze” di Kostas Tachtsis.
Mi era totalmente sconosciuto questo halvas , dolce dai mille volti, che spazia dal halvas di pasta di sesamo al halvas di semolino con in mezzo le sue infinite variazioni, finchè non mi sono imbattuta in questo nome imperscrutabile, di cui purtroppo non sono riuscita ad avere informazioni convincenti in merito.
Mi piacerebbe però pensare che una qualche Rina, che verosimilmente e ragionevolmente potrebbe essere un diminutivo/vezzeggiativo di Irene, avesse inventato questo dolce che non dista molto dal halvas di semolino ma comunque sufficientemente diverso per meritarsi un nome proprio!!! 

28/02/15

galatopita


galatopita, dolce semplice e delizioso di latte e semolino
La galatopita insieme al galaktoboureko non appartengono alle tradizioni culinarie della mia famiglia. Mia madre non li ha mai preparati e senza timore di esagerare posso affermare che non si nominavano nemmeno questi dolci. Potrei pensare che essendo di tradizione contadina e mia madre cittadina, non li conoscesse. D'altra parte mia madre è sempre stata una persona estremamente socievole, ha sempre cercato la compagnia della gente e si circondava sempre di amiche. Alcune, cittadine come lei; tante altre erano donne che arrivavano dalla provincia e conoscevano perfettamente questi dolci ma non sono mai riuscite a farglieli amare!
Io ho scoperto uno e l'altro da grande e li amai follemente!

10/10/12

gnocchi di semolino


Ελπιζω η κορη μου που ζει στην Ρωμη να μην με μαλωσει (κουκλα μου σου αφιερωνω τις καρδουλες)  λεγοντας οτι τα νιοκι αλα ρομανα εχουν στρογγυλο σχημα, οποτε γιατι εφιαξα καρδουλες???
Οκ, τα νιοκι αλα ρομανα οπως ειναι και το σωστο ονομα,  εχουν στρογγυλο σχημα, για αυτον τον λογο δεν τους εδωσα αυτο το ονομα, αλλα τα ειπα απλως νιοκι με σιμιγδαλι.
Κατα τα αλλα η διαδικασια ειναι ακριβως η ιδια. Ειναι ενα πολυ νοστιμο πιατο  με αυτη την κρουστα που σχηματιζεται επανω, γρηγορο,  και εαν τους δωσουμε το σχημα που μας αρεσει, οπως εκανα εγω, μπορουμε να παιξουμε με καρδουλες, τριφυλια, καμπανουλες, ο,τι θελουμε.

Βαζουμε να ζεσταθει μισο λιτρο γαλα και ενα τεταρτο του λιτρου νερο. Αλατιζουμε ελαφρα και μολις πριν αρχισει να βραζει ριχνουμε σαν βροχη 125 γρ. σιμιγδαλι, ανακατευοντας με προσοχη για να μην σβωλιασει. Ψηνουμε για 6/7 λεπτα ανακατευοντας συνεχεια και  αποσυρουμε απο την φωτια. Αφηνουμε να κρυωσει λιγο και προσθετουμε ενα κροκο, λιγο μοσχοκαρυδο  και μια χουφτα παρμεζανα τριμμενη.
Ανακατευουμε καλα και ριχνουμε σε κρυα επιφανεια, αν εχουμε μαρμαρο καλυτερα, εγω που δεν εχω μαρμαρο το εριξα σε ενα μεγαλο μακροστενο πιατο. Με την βοηθεια μιας σπατουλας η ενος κουταλιου στρωνουμε ομοιομορφα το μειγμα σε παχος ενος εκατοστου. Αφηνουμε να κρυωσει και μετα με κουπ πατ που βρεχουμε συχνα, κοβουμε σε ο,τι σχημα θελουμε. Βουτυρωνουμε ενα πυρεξ, βαζουμε μεσα τα νιοκι με τροπο ωστε να ακουμπουν ελαφρα το ενα πανω στο αλλο, ριχνουμε επανω μπολικη παρμεζανα τριμμενη και κομματακια βουτυρου εδω και εκει, και ψηνουμε στους 180 βαθμους μεχρι να σχηματιστει η κρουστα. Καπου 20 λεπτα.


Il semolino si usa parecchio nella cucina greca. Il suo uso più frequente e conseguentemente più celebre è per il halvas; una sorta di budino al semolino appunto.  Confesso che al consumo dolce preferisco quello salato e questi gnocchi alla romana a mio parere sono un piatto semplice e squisito. La crosticina che si forma è veramente deliziosa, molto affine al mio gusto che privilegia i sapori sapidi a quelli dolci.
Questa volto ho preferito dargli un formato diverso al solito rotondo ed ecco chiarito perché li ho chiamati semplicemente gnocchi di semolino.

Mettiamo a bollire mezzo litro di latte e un quarto di litro di acqua. Saliamo leggermente e poco prima che raggiunga il bollore versiamo a pioggia 125 gr. di semolino. Mescoliamo con una frusta stando attenti affinchè non si formino dei grumi. Cuociamo per 6/7 minuti mescolando continuamente e ritiriamo dal fuoco. Lasciamo raffreddare un poco e uniamo un tuorlo, un poco di noce moscata e una manciata di parmigiano grattugiato mescolando per amalgamare bene il tutto.
Versiamo su una superficie liscia e fredda, tipo marmo o un piatto grande  e livelliamo con una spatola, dando lo spessore di 1 cm.  Lasciamo raffreddare e tagliamo con una tagliabiscotti nella forma che desideriamo. Imburriamo una pirofila e sistemiamo gli gnocchi sovrapposti leggermente. Versiamo una manciata molto generosa di parmigiano grattugiato, fiocchetti di burro e inforniamo. Cuociamo a 180 gradi finchè non si formi una bella crosticina.


06/10/11

seker pare


Dolcetti sciroppati dal nome esotico. Che significa letteralmente pezzetti di zucchero. E in effetti sono dolci, molto dolci e sciropposi, come del resto tutta la pasticceria levantina tradizionale.
Sono molto facili da fare, si tratta semplicemente  e deliziosamente di  pasta frolla inzuppata nello sciroppo. Cercando la ricetta nel web, l'ho trovata  in questo blog amico scritta  a mano. Non so da chi. L’autore del blog non lo dice. 

09/07/11

fritures di Zante


Premessa obbligatoria: non conoscevo questi dolci tradizionali; li ho visti qui e mi hanno incuriosito.  Avevo in mente di postare qualcosa di Zante per parlare un po’ di questa meravigliosa isola, ma non avevo ancora deciso cosa.

04/05/11

samali


Un dolce al semolino irrorato di sciroppo. Amiamo questi dolci al semolino; buoni, con veramente pochi grassi, fanno parte della più grande tradizione dolciaria greca.  Cercando delle notizie storiche nel web (che non ho trovato), ho trovato  qui  invece che si fa anche a Cipro e si chiama “kalon prama”, che significa cosa buona. In Grecia, samali, e francamente non so da dove derivi il nome.

15/03/11

revanì

Questo dolce lo faccio da quando mia figlia era piccola. Ne andava matta. Siccome non riusciva a ricordare il nome, lo chiamava “dolce sciroppato”. Leggendo gli ingredienti si capirà il perché.
Ingredienti:
-          ½ tazza da tè di burro
-          ¼ di tazza da tè di zucchero
-          2 uova (3 se sono piccole)
-          buccia grattugiata di limone o arancia (io metto il limone)
-          1 tazza da tè semolino
-          ½ tazza da tè farina per tutti gli usi
-          1 ½ cucchiaino di bicarbonato di sodio (in grecia si usa il baking powder, che non riesco a trovare ma  si sostituisce egregiamente con il bicarbonato)
-          1 manciata di mandorle
Per lo sciroppo
-          1 ½  tazze da tè zucchero
-          2 tazze da tè acqua
-          1 legnetto di cannella
Procedimento:
Mettiamo il burro in un recipiente e lavoriamo bene con una spatola. Aggiungiamo lo zucchero e continuiamo a lavorare. Aggiungiamo le uova intere. Facciamo attenzione affinchè gli ingredienti si amalgamino bene e non presentino dei grumi.
Aggiungiamo la buccia grattugiata del limone o arancio e il semolino. Mescoliamo la farina con il bicarbonato e aggiungiamo nell’impasto. Mescoliamo bene.
Rovesciamo l’impasto in una teglia dai bordi un po’ alti, calcolando che il dolce lieviterà di un paio di centimetri.
Cuociamo nel  forno per circa 40 minuti a 180 gradi.
Nel frattempo prepariamo lo sciroppo. Facciamo bollire per 2-3 minuti lo zucchero con l’acqua e il legnetto di cannella.
Appena il dolce sarà pronto, lo togliamo dal forno e versiamo lo sciroppo. Se sembra che  strabordi, aspettiamo qualche secondo o minuto, perché il dolce lo assorba e finiamo di versarlo.
Quando si raffredda, lo giriamo su un piatto. Spargiamo sopra le mandorle sbucciate e tritate grossolanamente nel mortaio.