13/01/14

branzino a doppia cottura



Il Pireo è tappa praticamente obbligatoria per chi decide di andare in vacanza in qualche isola greca.  Forse qualcuno vuole e riesce a dare un occhiata alla città e non accontentarsi di saltare sul traghetto appena  messo piede. In quel caso probabilmente si è fatta  un’idea del Pireo odierno, dei suoi cittadini, della vita nel più grande porto del paese che non è tanto diversa da un qualsiasi città portuale moderna.
Altro spettacolo  si offriva invece per chi vi sbarcava nel diciottesimo secolo. I visitatori aumentavano ma il Pireo non era in grado di trattenerli. D’altronde aveva  ben poco da offrire e la vista in lontananza di Acropolis attraverso gli uliveti spingeva tutti a partire subito.

Richard Chandler che visitò il porto nel 1765 racconta:
“… siamo partiti nel pomeriggio con il vento in poppa e la sera abbiamo attraccato al famoso porto. La mattina prestissimo sono saliti sulla nave alcuni greci  avvisati  del nostro arrivo dal capitano. Il vino ha cominciato a scorrere abbondante e il loro incontro si è festeggiato bevendo, cantando e danzando, come usa questa gente così vitale. Li abbiamo lasciati e siamo scesi al porto. Dalle finestre della dogana abbiamo visto l’Acropolis e il tempio di Atena.
Un gran signore ateniese  avvisato precedentemente, è arrivato  intorno a mezzogiorno accompagnato da  un servitore e un frate cappuccino del monastero francese di Atene. Hanno portato dei cavalli e dopo il tramonto del sole siamo partiti per la volta della città. A metà strada ci siamo fermati per riposare.
Un contadino ci ha offerto della bellissima uva che abbiamo mangiato con gran piacere. Un altro che portava un otre di pelle sulle spalle ha tirato su dell’acqua da un pozzo e ci ha dato da bere.
Tra i vigneti ci sono cisterne pubbliche per irrigare gli alberi e gli orti, controllati  dai proprietari. L’acqua  si paga a ore e il prezzo sale o scende secondo la disponibilità…..”

pescatori al Pireo - 1750 
Un altro viaggiatore in una pubblicazione londinese del 1820 racconta:
“….Sulla spiaggia sono stati edificati la dogana, qualche casa e una chiesa greca. Siamo entrati in una stanzetta vicino alla chiesa e abbiamo consumato un bel pranzo con alcuni pesci appena pescati….”

credits: koutouzis


Tagliare a julienne dello zenzero fresco e tostarlo a secco in una padella antiaderente. Tagliare a julienne delle zucchine e unirle allo zenzero. Dopo qualche minuto  ritirare dal fuoco e versare in una pirofila. Salare e mescolare.
Pulire, squamare e lavare i pesci.  Mischiare del sale e del pepe macinato fresco e spalmare l’interno della pancia. Inserire una foglia di alloro e un rametto di origano fresco.
Oliare con qualche goccia di olio evo la bistecchiera e arrostire i pesci per 5 minuti  da ogni lato. Adagiarli nella teglia con le zucchine, irrorare con dell’olio evo  e infornare per 10 minuti a 180 gradi.



6 commenti:

Top Cuisine avec Lavi ha detto...

Looks delicious!
Great recipe!

Fabiana Del Nero ha detto...

Pungenza e delicatezza....un bel mix per rendere speciali i due poveri "malcapitati":)!

Amelie ha detto...

Cara Irene, come non provare la tua proposta? è troppo invitante! Posso usare lo zenzero in polvere per insaporire le zucchine? grazie
amelie

edvige ha detto...

Il branzino se non è di mare non ha molto sapore purtroppo e qui è difficile trovarlo e alle volte anche riconoscerlo....però fatto cosi diventerà buon anche l'altro. Buona giornata

simonetta ha detto...

ottima preparazione per un pesce così buono come il branzino

Chiara Giglio ha detto...

la doppia cottura mi incuriosisce molto Irene, amo il pesce e mi segno la ricetta ! Buon we, un bacione !

Posta un commento