14/12/13

e se ci aggiungessi un bel "grazie"?




Cosa ha a che fare questa notizia con un blog dedicato alla Grecia?  Niente, salvo che ho letto la notizia in un sito greco e poi sono andata a cercare l’originale. Nei crediti tutt’e due!

Le buone maniere non costano nulla!  Al vecchio adagio possiamo aggiungere invece che la scortesia costa cara.  Al meno al piccolo cafè nizzardo “La Petite Syrah”,  dove se ordini “un caffè” paghi 7 euro. Se aggiungi la parolina magica “per favore” il conto scende a 4,25  mentre se l’ordinazione è accompagnata da un caloroso “ buongiorno”  1, 40 è tutto quello che dovrai sborsare per la stessa ordinazione.
Abbiamo cominciato per gioco, racconta Fabrice Pepino, manager del locale, perché eravamo stufi dalle brusche maniere dei clienti, soprattutto all’ora di pausa pranzo, quando arrivano stressati dal lavoro in ufficio. A nostro modo gli diciamo “calmati e goditi la vita”. So che sono in tanti a dire che i camerieri francesi non hanno buone maniere, continua, ma è anche vero che pure tanti clienti possono essere scortesi.
Pepino è intenzionato a continuare con la sua severa politica, ma pare che ora ottiene molti più sorrisi e questo è ciò che importa.

credits: clickatlife
              the independent
              la foto
  


8 commenti:

Andrea ha detto...

Ma dai, non ci posso credere! Questo episodio mi ricorda le tre parole che ha suggerito papa Francesco per una perfetta armonia familiare: permesso, scusa grazie. Io sono convinto che funzionano. Un abbraccio

marina riccitelli ha detto...

a piazza venezia sia se dici grazie o non lo dici ti spennano comunque! Noi indigeni dobbiamo qualificarci ma ai turisti fanno la pelle!

Chiara Giglio ha detto...

spesso le buone maniere sembrano fuori moda eppure basterebbe così poco......Buon we Irene, un bacione !

grEAT ha detto...

@andrea
anche io sono convinta che funzionano. sempre.
grazie

@marina
lascia perdere.... non ti dico in alcuni posti in grecia. la solita odiosa furbizia! :(

@chiara
perfettamente d'accordo. sembrano quasi fuori moda e magari lo sono pure. ma così ci perdiamo tutti quanti!
un bacio

anna ha detto...

La cosa che non ho capito è se anche il personale è gentile con i clienti: Salutano? Si rivolgono con gentilezza?
Qui, in Giappone, appena si entra in un luogo pubblico commerciale, si sentono le voci del personale che dicono: irashiaimase, che vuol dire "benvenuto", quando si lascia il locale si sente la voce di chi ha servito che dice arigatou gozaimasu, cioè "grazie" (tenere presente che non esiste la mancia).
Tutto questo sia che il cliente sia gentile che scontroso, che la merce ordinata sia costosa o economica.
Probabilmente qui si esagera, ma è così bello sentirsi dire BENVENUTO!
Buona settimana Irene

grEAT ha detto...

@anna
non si dice se anche il personale è gentile con i clienti ma voglio sperare che lo sia!
qualche giorno fa stavo parlando di cultura e cortesia giapponese (di cui so così poco da dover solo stare zitta...) e la risposta che ho avuto e mi sembra convincente è che probabilmente quando milioni di persone devono convivere pacificamente in poco spazio se non si ha una cultura profonda e radicata di cortesia verso chiunque, diventa pressochè impossibile conviverci senza esplosioni di rabbia con quanto ne possa conseguire.
detto questo, ho una profonda ammirazione verso questo popolo di cultura così diversa dalla nostra.... da risultare praticamente incomprensibile.

Renata Baruffi ha detto...

Qualche anno fa, sono stata ripetutamente a Roma ogni volta per periodi di tempo abbastanza lunghi, a causa del mio lavoro. A pranzo mi recavo sempre in una tavola calda non distante da Piazza del Popolo e frequentatissima per la grande scelta, l'ottima cucina ed i prezzi moderati. Inutile dire che il locale soprattutto ad ora di pranzo era stracolmo con code a non finire sia al banco dei cibi che alla cassa, dove a volte si assisteva a scenette davvero stupide di "ruba-il-posto-nella coda" o anche isteriche di "sono-arrivata-prima-io". Devo dire che è rarissimo che io prenda parte a queste battaglie per arrivare prima a servirmi o per aggiudicarmi l'ultima porzione di parmiggiana o altro, non solo a Roma dove l'offerta è sempre varia e ricchissima, ma anche in luoghi dove di scelta ce n'è davvero poca, anzi, cerco sempre di essere gentile con gli inservienti che stanno soltanto facendo il loro lavoro. Alla cassa stava il proprietario del locale, che un giorno, al momento di pagare, senza motivo particolare, mentre lo ringraziavo augurandogli buona giornata, come faccio di solito, mi disse. " Lo sa, signora, la osservo da un po' di giorni e devo dire che lei è veramente una persona gentile!"
Non mi sembra di aver pagato meno del solito ma, questa sua frase mi ha fatto sinceramente piacere.
E' vero che sono una persona gentile ed anche educata, per scelta e non per obbligo. Come fa piacere ame che qualcuno lo noti, fa piacere anche a chi serve ai tavoli che il cliente abbia delle attenzioni. Il rapporto diventa una relazione umana ed un approccio morbido con la folla ed anche un modo per fare distinzioni. Ancora oggi, se mi trovo da quelle parti per pranzo, vado con piacere a mangiare laggù, perché, nonostante un lavoro ripetitivo e per molti arido, le persone ti salutano, sono gentili e apprezzano che tu lo sia con loro. Non è già abbastanza?

grEAT ha detto...

@renata
si, direi che è proprio abbastanza; non tutti sono sempre gentili, tanto che il proprietario l'ha notato in te e te l'ha detto. Mi rendo conto che a volte lo stress, la fretta, la prepotenza altrui fanno scattare in noi la scortesia e il desiderio di non farla passare liscia, ma raramente vale la pena perdersi in disquisizione e litigi, mentre vale sempre la pena sorridere pur sforzandosi.
grazie del commento e visto che Natale è passata, ti auguro Felice Anno Nuovo.

irene

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