06/09/13

con gli occhi degli altri



Il “Gourmet’s Guide to Europe” è uscito nel 1903 in Inghilterra e nel 1908 negli Stati Uniti. Come autore compare  Algernon Bastard ma in reaità si tratta di una collaborazione con Nathaniel Newhnham-Davis. Tutt'e due erano famosi  in quanto appassionati  della tavola e dei viaggi. Il New York Times ha definito il libro un capolavoro nel suo genere. Nathaniel Newnham-Davis ha scritto anche altri libri, guide di viaggi per l’Inghilterra e altre destinazioni e ha fatto pure carriera nella marina e anche come giornalista. Di Bastard non si sa molto, a parte uno scandalo legato a presunti o reali tradimenti e richieste di divorzio.

probabilmente Ermou & Athinas str. - 1906
Il  libro riporta impressioni da viaggi in molti paese europei. Partendo dalla Francia dove sono nominati tutti i famosi ristoranti di Parigi e quegli importanti in Germania, Danimarca, Belgio, Olanda, Svizzera, Spagna, Portogallo, Ungheria, Turchia e per finire in Grecia.
Soltanto la cucina francese e gli chef della sua capitale affascinano i due autori. Tutti gli altri paesi vengono considerati estremamente provinciali con alcune deliziose caratteristiche bucoliche.
Ecco cosa dicono della Grecia: “Un cuoco può fare tanto con pochi ingredienti.  I cuochi greci possono cucinare un accettabile piccione allo spiedo, mentre i modi che possono cucinare le quaglie, per esempio  al forno avvolte in foglie di alloro, sono innumerevoli. Nella cucina greca il riso pilaf abbonda, prima di tutto accompagnato da carne di agnello.
Con certezza si può affermare che  cucina  greca significa qualcosa di salato, con abbondanza di olio, un’idea di cipolla, sentore di prezzemolo e tanto riso.
Le pietanze principali sono le seguenti: kokoretsi (frattaglie e intestini di agnello allo spiedo), bulgur, (grano macinato grosso), cucinato nel brodo e accompagnato da kasseri (formaggio filante). Avgokalamara, un intruglio di farina e tuorlo d’uovo fritto nel burro e cosparso di miele.
Le pietanze greche, come anche quelle turche, cuociono lentamente sulle braci. Il peccato originale del cuoco greco e l’uso smisurato di olio.  Ci sono molte ricette con le melanzane, ripiene con carne trita, di seconda scelta.  Il cibo del contadino è composto da cereali, riso, carne di capretto quando riesce a trovarlo, uccellini che sono considerati delle leccornie, latte e formaggio dal sapore molto deciso. Dell’uva con una fetta di pane fatto in casa è considerato un pasto.

Plaka - 1919
I vini non sono del tutto privi di sapore ma sono molto leggeri.  Generalmente si esportano a Vienna ma li modificano  prima del viaggio per poterlo sopportare e li modificano pure al loro arrivo, cosicché le loro iniziali caratteristiche sono smarrite definitivamente.


1908: gregge di pecore pascola sotto i pendii di Akropolis
Atene: Un mio collaboratore ha fatto una crociera nelle acque greche la primavera scorsa, con l’obiettivo di fare una ricerca sui ristoranti greci. Mi ha scritto quando è arrivato ad Atene e il suo reportage era breve e significativo : “fuori dagli alberghi c’è solo un cafè, il “Solon” che sostanzialmente è un punto di incontro per discorrere sulla politica. Le distrazioni sono pochissime”.
Un letterato ha viaggiato in Grecia e siccome erano 10 anni che non ci mettevo piede, gli ho chiesto delle informazioni. L’aggettivo “bestiale” ha accompagnato tutte le descrizioni dei ristoranti greci e concludeva dicendo che quello che manca assolutamente ad Atene è un bar american style che vende bibite fredde dentro il Partenone.


Ho trovato questo post casualmente sul sito "lifo", e mi è sembrato irresistibile. Le foto invece sono dal blog "athina kapote" (atene una volta) . Cercando invece qualcosa sull'autore, ho visto che c'è una versione scaricabile del libro che io non ho scaricato; magari un'altra volta


Credits: lifo - athina kapote


2 commenti:

Giulia Pignatelli ha detto...

Molto interessante Irene... sai, queste descrizioni non mi meravigliano. Partendo dal presupposto che agli inizi del secolo in Grecia c'era miseria come in Italia e che quindi questi signori hanno visto la povertà del popolo greco... mi fa una certa impressione vedere come gli usi e le tradizioni contadine, oggi ritenute quasi chic, un tempo erano semplicemente le abitudini dei poveri :) Non a caso quei gentil men cercavano American bar :)

Irene ha detto...

@giulia
verissimo. ma ho sentore che se veramente fossimo costretti a tornare a una vita contadina, smetteremmo immediatamente a trovarla così chic.
buon fine settimana

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