22/08/11

lalaghia

 Senza ombra di dubbio la regione che meglio conosco della Grecia è il Peloponneso.
Mi ha sempre affascinato per la sua storia, la sua cultura, i suoi siti archeologici, le splendide spiagge, le zone montuose, la gente, il cibo, le tradizioni.
Come si fa a restare impassibili trovandosi a Pilos la sabbiosa,  citata da Omero, ad Argos, a Micene, città degli atridi, a Epidauro, a Olympia,  a Sparta, a Mistras? Quest’ultimo è stato dichiarato, insieme a Micene , patrimonio dell’umanità dall’Unesco.
E come si fa a non emozionarsi andando a Nafplio, prima capitale della Grecia dopo l’indipendenza?
Ogni luogo di questa splendida regione gronda storia.
E io sono felice di averla girata praticamente per intero.
Non so dire quale parte mi piace maggiormente. Non è facile.
Sicuramente tra quelle assolute è Messinia. Tanto per essere retorica, ci lasciai il cuore.

La ricetta che segue è proprio di questa zona. L'etimo pare sia "lalaghi" che significa fritella.  Queste  frittelle si preparavano per le grandi feste religiose. Ora ovviamente si trovano un po’ in tutte le stagioni. Buonissime da sole, squisite con un buon formaggio, magari la sfela che è locale,  e secondo me, buonissime anche con un buon salume, calde, appena tolte dalla padella.

 Ingredienti:
-          250 gr. di farina per tutti gli usi
-          1 tazzina da caffè di olio evo
-          7 gr. di lievito di birra secco
-          ½ cucchiaino di zucchero
-          un pizzico di sale
-          ½ cucchiaino scarso di cannella in polvere
-          ½ cucchiaino scarso di chiodi di garofano in polvere
-          2 tazzine da caffè di acqua appena tiepida
-          olio di arachidi per friggere
Procedimento:
Mettiamo la farina in una ciotola di ceramica, versiamo sopra l’olio evo e con le mani facciamo andare in tutta la farina.
Aggiungiamo il lievito, il sale, lo zucchero, la cannella e i chiodi di garofano. Mescoliamo bene e cominciamo a lavorare l’impasto aggiungendo poco alla volta l’acqua.
Lavoriamo per una decina di minuti. Dobbiamo ottenere un impasto morbido e soffice.
Mettiamo a lievitare coperto per circa 1 ora. Quando avrà raddoppiato il volume, fermiamo la lievitazione lavorando  di nuovo un po’.
Prendiamo dei pezzi come una noce e li tiriamo a cordone dello spessore di un mignolo circa.
Pieghiamo in quattro, oppure prendiamo il cordone dalla cima e lo lasciamo cadere prendendo una forma casuale.
Friggiamo in bagno d’olio bollente.
Note: la nota sull'etimologia  qui  che propone una versione con la gazzosa e l'uovo. Siccome mi incuriosisce la proverò.


5 commenti:

Stefania ha detto...

con la gazzosa incuriosisce anche me, sto cercando di immaginarmi la fragranza di queste frittelle, di sicuro le proverò con climi un pò più miti, un abbraccio

Francesca ha detto...

Viaggiando in Grecia si sobbalza ad ogni cartello stradale: lì una famosa battaglia, là lo scenario di una poesia, laggiù un mito classico... Tornando alle frittelle, interessante la presenza delle spezie! Un abbraccio

Labidú ha detto...

Vaya una presencia!!! Se parecen a unas rosquillas que hacía mi madre. Gracias por la narración. Besinos.

nadia ha detto...

Anch'io adoro il Peloponneso, ho girato la Grecia in lungo e in largo ma torno spesso nel Peloponneso che preferisco.
Bella ricetta, non la conoscevo

anna ha detto...

Sono stata una sola volta nelle vicinanze della Grecia, nell'isola di Corfù. Sono passati circa 30 anni.
Appena faccio un saltino in Italia non mi dispiacerebbe fare il giro più largo ;-)
Bellissime queste frittelle, sono tentatrici :D

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