09/04/11

keftedakia tiganita (polpettine fritte)

 

Keftès è la parola greca per la polpetta. Keftedaki è la polpetta piccola.
L’origine, con ogni probabilità è dal persiano kuftan che significa macinare, pestare.
Dal persiano al turco, al greco, la parola è pressoché la medesima.
Quindi, keftedakia così:
Ingredienti:
-          250 gr. di carne trita di vitello
-          1 piccola fetta di pane raffermo (solo la mollica)
-          1 uovo
-          1  grande cipolla bionda tritata
-          sale
-          pepe
-          ½ cucchiaino di menta secca, oppure 1 di menta fresca tritata
-          ½ cucchiaino di origano
-          poca farina
Procedimento:
Mettiamo a mollo in acqua la mollica del pane.
Mettiamo la carne in un contenitore, aggiungiamo la mollica del pane ben strizzata, la cipolla, l’uovo, il sale, il pepe, la menta e l’origano e amalgamiamo bene il tutto.
Lasciamo riposare per circa mezz’ora in frigorifero.
Togliamo dal frigorifero, prendiamo un po’ dell’impasto alla volta e formiamo delle polpettine rotonde della misura di una noce.
Infariniamo e friggiamo in abbondante olio bollente. Sistemiamo su carta da cucina per far assorbire l'olio.
Si mangiano calde come antipasto, oppure come piatto principale, accompagnate da patate fritte.
Otteniamo circa 20 polpettine.

1 commento:

Caterina ha detto...

Ottime, molto simile alle polpette che si preparano in Sicilia. Le proverò, un abbraccio

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